“Origine” la narrazione visiva di volti di Michele Pastrello

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In un contesto epocale (mai termine fu più azzeccato) come quello che stiamo vivendo, in cui per davvero e non per finta dell’arte l’identità è nascosta da una mascherina e da un paio di occhiali, un’opera d’arte video come quella del regista Michele Pastrello suona provocatoriamente inattuale: occhi che ti fissano da volti totalmente aperti e muti, ma così affabili nel silenzio di quegli sguardi che ti si ficcano nei tuoi, di occhi, perché “i bisbigli che fai sono anche un po’ miei” e “se mi fissi con quegli occhi che hai non sono miei ma non son neanche i tuoi”.

Queste sono le parole del brano musicale, composto da Pastrello stesso, che accompagna il video intitolato “Origine”, visibile sulle tube a partire da ieri sera. Solo sguardi e un brano ambient downtempo, un mese e mezzo per filmare 50 persone comuni che hanno risposto a un appello che chiedeva di mettersi a nudo, senza pose, sorrisi e trucchi e parrucchi.

Il risultato è una narrazione visiva di volti, basata sull’adagio dell’occhio specchio dell’anima ma anche di chi guarda, un video dove le immagini sono molto fotografiche, tanto che non sfigurerebbero affatto appese alla parete di un white cube.

“Origine” è il primo step di un progetto video musicale artistico di Pastrello, che sfocerà in un album parallelo ad una serie di opere di video arte. Attenzione, lo ripetiamo: “opere di video arte”, espressione che non va confusa con QUELLE opere di video arte che vanno (o andavano? Il virus cambia tutto?) per la maggiore nelle gallerie che piacciono alla gente che piace, video dozzinali che di qualitativamente valido non avevano nulla se non il pacchetto con cui venivano venduti al pubblico degli aficionados dell’arte contemporanea, quelli che se gli mostri un quadro con tramonto sull’oceano si mettono a ridere ma se gli presenti lo stesso quadro ma firmato dall’artista rassicurante “oh signora mia” fanno i gridolini anche loro.

Infatti, l’arte è (quasi) ovunque e a volte sta proprio laddove non viene pubblicizzata. Adelante Pastrello, guardate il video, fate finta che siano foto e basta e ditemi se non meritano di essere viste da tutti, che sarebbe il compito di chi comunica l’arte. Questi occhi di Pastrello sono gli occhi di tutti.

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Nato a Milano, vivo e lavoro a Milano. Giornalista pubblicista, Ordine Nazionale dei Giornalisti. Laurea in Filosofia presso Università degli Studi di Milano, Filosofia del Linguaggio-Orientamento Logico-epistemologico. Responsabile di redazione presso Il Giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale. Ho curato cento mostre di arte contemporanea in Italia, in collaborazione con svariate gallerie d'arte; i relativi testi critici sono tutti pubblicati a catalogo e online. Ho scritto una monografia pubblicata da Skira. Nel 2016/17 sono stato coordinatore del gruppo Cultura del movimento politico di Stefano Parisi Energie PER l'Italia, candidato sindaco di Milano alle elezioni 2016. Ho prodotto un magazine cartaceo d’arte contemporanea a colori su carta patinata, presentato a diverse fiere internazionali d’arte contemporanea e attualmente conservato al Centre Pompidou di Parigi. Profilo completo qui: https://www.linkedin.com/in/emanuele-beluffi/

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