“Anche Apollo beve Mirto”, l’opera prima di Alessandro Taddei

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Emozioni e ragione non sono, come si pensa abitualmente, due aspetti del nostro io totalmente distinti, ma spesso si legano e cooperano tra loro. Anche il più grande sfogo delle proprie passioni o paure ha bisogno di essere strutturato ed elaborato con lucidità. Questa è la premessa alla base di Anche Apollo beve Mirto (Montag, 2020, 86 pagine, 15 euro), prima opera completa del giovane poeta brianzolo Alessandro Taddei.

Il titolo si riferisce al dio greco della poesia Apollo, lucido e razionale, mentre il mirto rimanda al dio del vino Dioniso, figura irrazionale e dalle emozioni sfrenate. Il senso è che quello dell’autore è uno sfogo di emozioni pure, che però rientrano in uno schema, dove ordine e caos coesistono privi di un confine preciso.

Anche Apollo beve Mirto (Montag, 2020, 86 pagine, 15 euro), prima opera completa del giovane poeta brianzolo Alessandro Taddei

Nella prima parte dell’opera si parla di un’intensa storia d’amore vissuta dall’autore, mentre nella seconda, priva di riferimenti autobiografici, vi è una riflessione su emozioni particolari provate in determinati momenti, a dimostrare ancora una volta l’intreccio tra il lato emotivo e quello razionale. Gran parte dell’opera è scritta in versi, spesso privi di un ordine preciso a parte la prima poesia che è in rime incrociate, e che in alcuni casi vengono accompagnati anche da alcuni testi scritti in prosa; inoltre, i capitoli sono in gran parte datati, in un arco di tempo che va dal gennaio 2018 al febbraio 2019.

Alle poesie di Taddei, che non a caso studia Lettere Classiche all’Università di Pavia, si alternano alcune citazioni di classici della storia della poesia, da Catullo a Baudelaire. Un ottimo esordio per una giovane promessa.

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