Marco Capretti: “Il lockdown poteva essere una ribalta e invece…”

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Ha raggiunto la notorietà con la partecipazione a tutte le edizioni di Made in Sud andate in onda su RAI 2, e praticamente tutti si sono appassionati alle sue parodie del padre di Greta Thunberg come ostaggio della figlia e di Danilo Toninelli ministro delle gaffes. Marco Capretti è uno dei comici italiani con maggiore talento e al nostro taccuino ha voluto esternare l’amarezza per il momento che sta attraversando il settore dello spettacolo.

Siamo entrati nella cosiddetta Fase 3 dopo l’emergenza sanitaria, quale fotografia scatta del mondo dell’intrattenimento?

Mai come ora è chiara la valutazione di chi ci governa, in virtù della quale siamo stati messi come fanalino di coda. E’ una fotografia triste, le condizioni della ripartenza sono così stringenti che le date degli eventi in calendario sono pochissime. Siamo ancora fermi al palo. E siamo stati trattati come l’ultima ruota del carro.

Che richieste farebbe se si trovasse di fronte un Ministro del governo?

Il lockdown era l’occasione giusta per far vedere in tv personaggi meno noti, perché non c’era la guerra degli ascolti che c’è normalmente. Il primo maggio lo streaming di Vasco Rossi francamente è stato inaudito: a lui non è servito a nulla, e si potevano chiamare invece 4/5 gruppi meno conosciuti che avrebbero avuto la possibilità della ribalta. Abbiamo visto sempre le stesse facce, però collegate da casa. Un’occasione persa. Per esempio, i canali del digitale potevano essere dedicati rispettivamente alla musica, alla comicità, ecc.

Nel suo curriculum qualche anno fa anche la conduzione di un vaffa day di Beppe Grillo.

Sì qui a Roma, a Piazza San Paolo. A quel tempo, parlo del 2007, non esisteva neanche il M5S come partito, era solo un movimento di denuncia.

Ma si sente ancora vicino ai 5S?

In questa fase storica per me la politica non è la fazione o il partito, è l’uomo o la donna nello specifico, e cercare di capirlo, non è più il romanticismo o l’ideologia di un tempo. Alcuni 5S mi convincono, altri molto, molto meno.

Lei è romano, che giudizio dà dello stato attuale della Capitale e quindi della Giunta?

E’ una Roma certamente da rivedere. Qualcuno ci deve spiegare perché abbiamo l’asfalto biodegradabile, piove e l’asfalto evapora, ci deve essere un motivo… Quindi, c’è l’atavico problema dei trasporti: da noi c’era traffico pure durante il lockdown. I romani sono purtroppo tutt’oggi rapiti dalla città: ci si va da Marsala a Palermo con lo stesso tempo che io impiego per andare da Talenti a San Giovanni. Poi, per lo spettacolo ci hanno messo i bastoni fra le ruote: adesso di cabaret non c’è più nulla. Prima era bello vivere la città ad agosto, ora negli ultimi anni c’era pochissimo come offerta, sempre con problemi di parcheggio, con orde di vigili che ti seguono fino a casa per la multa. Si potrebbe fare tanto di più anche solo per lo svago, se ai privati concedi le aree loro le bonificano e le sistemano, alla fine è un guadagno per tutti.

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