“Quel mio provino terrificante con Dario Argento!”

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La sua passione per la recitazione nasce negli anni del liceo, a Città di Castello in provincia di Perugia, il suo paese di origine, quando diede vita alla sua prima compagnia. Da allora, Giordano Petri non si è mai fermato, costruendo, con grinta e impegno, un curriculum degno di nota. In attesa del suo ritorno sul grande schermo, Giordano si racconta a OFF.

Giordano, ultimamente ti stai dedicando a cinema, teatro e TV…

Prima che scoppiasse il coronavirus avevo iniziato a collaborare con un collettivo di artisti, tra cui Vincenzo Bocciarelli, Marina Pennafina, Irma Ciaramella, guidati dal regista Francesco Maria Cordella del Piccolo Teatro di Milano, su un testo teatrale del regista Iain Heggie del teatro scozzese contemporaneo, che avevo letto, che mi aveva molto colpito e che ho proposto di portare in scena. Il momento storico che stiamo vivendo ci ha impedito di proseguire con le prove e con la preparazione dello spettacolo ma, grazie ai social, continuiamo con gli incontri virtuali cercando di dare continuità al nostro progetto.Inoltre, avrei dovuto iniziare a breve le riprese di una serie tv, in collaborazione col Brasile, del regista italiano Cristiano Stern per la piattaforma Sky che si chiamerà Die gotica (la linea Gotica) di cui sarò il protagonista. Anche in questo caso, l’avvio dei lavori è slittato all’autunno prossimo. Infine, ma non meno importante, non appena riprenderanno le programmazioni e distribuzioni in sala di film, mi vedrete sul grande schermo nel progetto cinematografico “Credo in un solo Padre”, di cui sarò il protagonista a fianco di Flavio Bucci, Massimo Bonetti, Anna Marcello e Luca Lionello per la regia di Luca Guardabascio. Questo film denuncia il femminicidio e la violenza di genere all’interno delle mura domestiche, ispirato a fatti realmente accaduti. 

Durante il tuo percorso professionale ti sei mai detto: “Ma chi me lo ha fatto fare?”

Il ‘chi me l’ha fatto fare’ c’è sempre stato e ci sarà sempre. Ti viene in mente durante il giorno della prova generale o la sera prima dell’inizio di un progetto cinematografico o televisivo. Ma ci sta, è nelle regole del gioco. A volte mi capita di pensare di  non essere all’altezza di vestire i panni di un personaggio.. esistono molte difficoltà, ma non ho mai avuto dubbi in merito al fatto di voler fare l’attore. A volte capitano progetti low budget, in cui si lavora anche dieci/dodici ore al giorno sette giorni su sette, che accetti perché credi nella intuizione di un giovane regista e per farlo arrotondi con qualche lavoro extra, io ho fatto il cameriere per molto tempo. Ma accetti tutto perché ami spudoratamente questo lavoro che ti consente anche di divertirti molto. Non a caso, prendendo in prestito le parole del mio attore preferito Marcello Mastroianni: “Recitare è sempre meglio che lavorare”. 

Nei momenti più complicati, chi o cosa ti ha dato la forza per andare avanti?

Per superare i momenti più difficili ho considerato la vita come un vero e proprio allenamento ripetendomi che per diventare forte occorre tempo che ci permetterà poi di resistere e di superare le difficoltà con più semplicità. Spesso, inoltre, la preghiera mi aiuta tanto.

Il luogo comune che proprio non sopporti del mondo dello spettacolo?

Quando sento dire che bellezza e intelligenza quasi mai vengono considerate come possibili doti naturali coesistenti nella stessa persona, allora ti posso dire che questo è il peggior luogo comune. Il prossimo step della tua carriera che ti piacerebbe raggiungere?Mi piacerebbe portare sul grande schermo un progetto cinematografico scritto dal mio caro amico e regista Luca Guardabascio “Il prete nudo”, una film profondamente sociale che tratta tematiche contemporanee in una società in cui santità e vizio sembrano confondersi. Anzi faccio un appello a qualche produttore che magari sta leggendo questa intervista! 

L’episodio OFF della tua carriera?

Nei primi anni della mia carriera, ricevetti una proposta lavorativa molto allettante. Si trattava del film La terza madre del maestro Dario Argento. Feci un provino davvero “terrificante”, non perché fosse andato male ma perché ero proprio in parte. Firmai un precontratto ma alla fine il ruolo fu assegnato ad un altro attore.