Nicolò De Devitiis, dai salotti della TV al salotto degli artisti

0

Da anni è nel cast dello storico programma di Italia1 “Le Iene” ma ultimamente è diventato anche il volto della prestigiosa emittente televisiva VH1. Nicolò De Devitiis, tra i conduttori in forte ascesa dell’attuale panorama televisivo, si racconta a Off.

Attualmente, a quale progetto ti stai dedicando?

A un programma con VH1, del quale sono orgogliosamente il volto: visti, ahinoi, i tempi che corrono, ci siamo dovuti adattare per provare a portare un po’ di leggerezza alle persone che ci seguono, intrattenendo e facendo conoscere sempre più da vicino i loro artisti preferiti. Così con “VH1 ti chiama a casa” siamo passati dalle classiche interviste nei salotti Tv, direttamente ai salotti delle case degli artisti . In una mezz’ora con l’ospite cantiamo, chiacchieriamo e facciamo alcuni giochi. In più, come dal 2014, sto lavorando a Le iene, su italia1.

Come nasce la tua passione per il mondo dello spettacolo?

Sin da quando ero piccolo vedevo la televisione, “studiandola”, cercandola di capire da casa. Mi piaceva vedere gli assistenti di studio, fonici, telecamere col braccio e cercavo di capire da casa come funzionasse. Però non avrei mai detto che un giorno sarei riuscito a fare questo mestiere. Quel mestiere, che quando ero piccolo con mia nonna guardavo fare da casa.

Durante il tuo percorso professionale ti sei mai detto: “Ma chi me lo ha fatto fare?”

Spesso mi capita, Le Iene mi mettono a dura prova, ma è un pensiero che mi passa per la testa e che scompare subito . E anche se da fuori sembra facile è un lavoro che richiede tanta dedizione, determinazione e passione. Senza mai mollare.

Nei momenti più complicati, chi o cosa ti ha dato la forza per andare avanti?

La famiglia e la mia migliore amica: è lì che mi rifugio, negli affetti di sempre. Anche se sono uno che ama stare da solo. Sono uno molto riflessivo.

Il luogo comune che proprio non sopporti del mondo dello spettacolo?

“Eh ma tanto voi non fate niente, dici due cose che ti dicono di dire al microfono ed è fatta”: le prime volte quando ero agli inizi con i miei amici usciva questa battuta. Impazzivo! Ora hanno capito quanto impegno c’è, e soprattutto quanto ce ne metto io. Certo, non salvo vite né lavoro in miniera, però come tutti i lavori richiede molto impegno. Molto più di quello che poi uno vede nel risultato finale, come può essere ad esempio un servizio.

Il prossimo step della tua carriera che ti piacerebbe raggiungere?

Intanto finire per bene questi, poi magari chissà fare un salto. Però rimanendo magari sempre nel mondo della musica. Ma ora devo rimanere “dritto” e migliorarmi giorno dopo giorno.

L’episodio OFF della tua carriera?

Ero arrivato da poco a Le Iene, erano passati due mesi e in quei due mesi, io che sono uno che non riesce a stare fermo, a far niente neanche per un minuto, mi sentivo di non aver combinato nulla. Frustrato, chiamai il mio capo e gli dissi: “io vorrei capire cosa fare, se continuare con le iene o se, visto che mi sono appena laureato in marketing, fare uno stage in qualche azienda”. Lui mi rispose: “eh lo so, è che dovresti venire a Milano, è qui il cuore pulsante delle Iene, ti ospito io se non sai dove andare”. Il giorno dopo ero da lui.