Manuela Blanchard: “Anni bellissimi a Bim Bum Bam…”

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Insieme a Paolo Bonolis e al famoso pupazzo rosa Uan è stata una delle icone della tv dei bambini e dei ragazzi. A ventidue anni dalla sua ultima puntata di Bim Bum Bam su Italia 1, Manuela Blanchard è tornata finalmente in tv: dal 20 marzo, tutti i venerdì alle 14.20 su DeAJunior, è al timone di Tai Chi One, programma che avvicina i bambini e i genitori al tai chi.

Manuela, come hai vissuto il successo di Bim Bum Bam?

Ho un ricordo bellissimo di quegli anni, anche se faticosi. Quando ho cominciato a lavorare a Bim Bum Bam avevo ventisei anni: ci chiedevano di essere più spontanei possibile, tanto che non avevamo copioni ma solo un piccolo canovaccio per ogni puntata, che ci dava lo spunto per creare una storia. Il pubblico ci premiava con un gradimento straordinario, mentre l’azienda non ha saputo puntare su quel programma che, secondo me, aveva ancora molto da dare negli anni a venire.

Come mai tutti questi anni lontana dalla tv?

Quando negli anni Novanta è calato il sipario su Bim Bum Bam a quei tempi, soprattutto per una donna, era difficile scrollarsi di dosso l’etichetta della “Tv dei ragazzi”: un paradosso se si pensa al fatto che in America chi aveva avuto quella esperienza era come se avesse preso una patente per fare tv. Le uniche proposte che mi arrivavano riguardavano le televendite: io sognavo di fare reportage, documentari o piccoli servizi in altre trasmissioni. Pensai anche di bussare alla Rai. La risposta? Mi invitarono a sostenere un provino come se, dopo tredici anni di programmi per bambini, non sapessero cosa fossi in grado di fare.

Poi all’improvviso, dopo tanti anni, è arrivata una telefonata della De Agostini.

Ammetto che sono tante le persone che nel corso di questi anni mi scrivevano chiedendomi quando sarei tornata sul piccolo schermo: io, però, non trovavo l’occasione giusta. Lo scorso anno, proprio dopo aver compiuto 60 anni, la De Agostini mi ha proposto il progetto “Tai Chi One”: ho rifiutato tre volte, poi mi sono convinta. Il mio timore era che la tv non riuscisse a far passare tutto il mondo che c’è dietro a questa arte.

 L'intervista off a Manuela Blanchard

Cosa dobbiamo aspettarci da questo nuovo programma?

“Tai Chi One” offre a grandi e bambini, attraverso piccole pillole di saggezza, una visione a 360 gradi su questa arte meravigliosa: una pratica che aiuta a trovare più equilibrio in questa vita frenetica. Accanto a me c’è il puppet verde di DeAJunior, Tino, a cui insegno come eseguire le posizioni e i movimenti tipici di questa disciplina che, a livello emotivo, aiuta ad essere più calmi e più aperti nei confronti degli altri.

Come nasce la passione per questa arte marziale?

In realtà è stato un percorso molto lungo: ho cominciato da bambina con lo yoga, poi mi sono dedicata alle arti marziali giapponesi e, colpita dalla disciplina di un maestro cinese, mi sono avvicinata al Tai Chi. Sono passati quaranta anni e continuo ad allenarmi ogni giorno: aiuta il sistema linfatico, la circolazione ed è uno straordinario strumento di lotta all’osteoporosi. Inoltre, seguendo la rigida disciplina del Tai Chi, si inizia un cammino verso la libertà e la consapevolezza.

Un episodio off della tua carriera?

Mentre lavoravo a Bim Bum Bam organizzammo una trasferta in Sardegna per fare un servizio sul Carnevale. Montammo le telecamere all’interno di una pista dove correvano i cavalli e, nonostante avessimo i permessi, la polizia ci chiese di smontare tutto e andarcene. La regista cominciò a litigare e rischiammo seriamente di essere arrestati. Il tutto fu ripreso dalle telecamere!

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