#Artepidemia: l’arte di stare in casa

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#Artepidemia- L’Arte di stare a casa, l’estro dei grandi maestri della pittura per raccontare l’attualità fatta di bar, città e panorami deserti
ARTEPIDEMIA - Hopper_RiccardoPirrone_jpg

Se i quadri potessero parlare consiglierebbero di restare a casa ai tempi del Covid-19. E i protagonisti di celebri opere pittoriche, durante la pandemia, sparirebbero dalle pennellate pastose e “da urlo” di Edvard Munch così come dagli spazi romantici popolati da danzatrici e fantini, disegnati da Edgar Degas, per rifugiarsi in un non-luogo utopico e immaginario a causa della quarantena imposta dall’emergenza sanitaria. Paesaggi bucolici, a volte onirici, privati della presenza di figure simboliche e iconiche nei capolavori di Claude Monet, Edward Hopper e Francesco Hayez, reinterpretati dal pubblicitario Riccardo Pirrone nei difficili giorni di reclusione dettati dal Coronavirus. Il geniale social media manager di “Taffo Funeral Service”, mediante la campagna online #Artepidemia- L’Arte di stare a casa, raccoglie sul web con il suo inconfondibile black humor l’estro dei grandi maestri della pittura in una metafora visiva che racconta l’attualità fatta di bar, città e panorami deserti, quasi spettrali, teatri dalle platee vuote e parchi desolati nonostante si respiri già aria di primavera.

«Non è vero che questa epidemia sta tirando fuori il peggio di noi e non è vero neanche che sta tirando fuori il meglio di noi. Stare da soli a casa ci costringe ad essere noi stessi.», spiega convinto Pirrone, che sottolinea«Ci proviamo con i social a dipingerci per quello che vorremmo essere, a sognare, a divertirci e a interagire, ma quando si chiudono le app siamo costretti ad accettare che anche domani saremo soli con noi stessi. È dura, ma lo facciamo per noi e anche per gli altri. Alla fine un pittore non è che una persona che sta sola, chiusa in casa, a mostrare se stesso. Se stesso nel mondo».

#Artepidemia- L’Arte di stare a casa, l’estro dei grandi maestri della pittura per raccontare l’attualità fatta di bar, città e panorami deserti
ARTEPIDEMIA – Monet_RiccardoPirrone_jpg

Una campagna, quella lanciata dal creativo, che in pochi giorni è diventata “virale” in rete e che trae ispirazione dall’artista e fotografo spagnolo José Manuel Ballester, già artefice della rivisitazione di alcuni classici dipinti di Leonardo Da Vinci e Sandro Botticelli che venivano svuotati dei loro personaggi principali, offrendo allo spettatore una poetica rilettura estetica. Riccardo Pirrone fa suo il concept sfruttando gli strumenti di real time marketing attraverso attenti interventi di graphic design in collaborazione con Simone Putignano per generare nel pubblico interesse, riflessione e condivisione. L’obiettivo? Supportare un messaggio fondamentale che con tanto di hashtag spopola su Internet e recita #iorestoacasa.

#Artepidemia- L’Arte di stare a casa, l’estro dei grandi maestri della pittura per raccontare l’attualità fatta di bar, città e panorami deserti
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Un monito che si trasforma in una ludica call to action per trascorrere in maniera piacevole e divertente le ore di clausura forzata. Se poi oggi gli innamorati ritratti da Hayez non si baciano più per strada, i campi fioriti di Monet sono solo un lontano ricordo impressionista en plein air e i nottambuli delle vie tratteggiate da Hopper probabilmente hanno deciso di dormire senza fare le ore piccole, in futuro andrà tutto bene con l’impegno responsabile di ognuno di noi. Perché si può essere distanti ma uniti e l’Arte, da sempre, insegna a vivere d’istanti.