Il Liberty italiano, una storia tutta da…guardare

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fonte Flickr

Andrea Speziali, critico d’arte esperto di Art Nouveau, ha recentemente presentato a Milano in via Aosta 17 la mostra fotografica “Il Liberty. Una finestra sull’architettura“, di Luigi Matteoni, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare le grandi opere liberty di Milano.

Lo spazio espositivo della mostra si trova in una silenziosissima via milanese, non lontano dai nuovi giardini dedicati al grande Carmelo Bene e farvi visita è un’esperienza imprescindibile per gli amanti dell’Art Nouveau e non solo, perché permette anche al semplice amatore di scoprire o ri-scoprire la grande bellezza dell’architettura di fine ‘800 e inizio ‘900 in Italia attraverso il “viaggio” fotografico intrapreso da Luigi Matteoni.

In mostra, oltre agli scatti di Matteoni, è possibile ammirare i progetti di villini acquerellati e progettati dall’architetto Augusto Cavazzoni, carte già di proprietà dell’artista.

Il Liberty. Una finestra sull’architettura” apre la strada all’imminente personale, in occasione dell’Art Nouveau Week, dell’artista Elio Pastore, che porterà una serie di opere (dipinti a olio, disegni a matita e a carboncino) di ritratti femminili ispirati allo Stile Liberty e di cui vi anticipiamo una breve intervista a cura di Andrea Speziali.

Elio Pastore, il presente visto con gli occhi della Belle Epoque (intervista di Andrea Speziali)

Elio, può spiegarci il passaggio dall’arte digitale al riecheggiare dell’Art Nouveau?

Non si è trattato di un vero e proprio passaggio, in quanto queste diverse anime continuano a coesistere nella mia produzione. Parallelamente alla produzione classica mi cimento tuttora nell’arte digitale. Piuttosto si è trattata di una lenta evoluzione: prima ho iniziato ad intervenire con dettagli dipinti a mano sulle mie opere digitali, e poi a realizzare i primi dipinti nel senso classico del termine, sempre ritratti femminili che celebravano la bellezza. Per alcuni anni questi ritratti sono stati in stile più moderno, ma poi la mia passione originaria, che risale agli anni del liceo, per l’Art Nouveau ed i Preraffaelliti mi ha portato a questo ideale di bellezza che a mio avviso non ha eguali.

Cosa prova il pubblico per le opere in questo tema?

Sinceramente, ovunque queste opere sono state esposte hanno incontrato il favore del pubblico, anche di quello non specializzato e digiuno d’arte. E’ come se possedessero un “quid” che rende possibile il loro godimento in maniera trasversale.

Quali sono i segni particolari che caratterizzano le opere Liberty di primo ‘900 alle sue?

Quasi sempre i ritratti di quell’epoca raffigurano giovani donne in atteggiamento pensoso, riflessivo, ricco di grazia ma spesso velato di una lieve malinconia. Sono sguardi di un secolo fa, ma le espressioni di quei volti ci parlano ancora. Quei visi, ormai scomparsi, sanno suscitare profonde emozioni divenendo volti senza tempo, qualcosa di sospeso e universale. Questo è forse il loro segreto ed è ciò che rende attuali queste opere.

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Emanuele Beluffi
Nato a Milano, vivo e lavoro a Milano. Giornalista pubblicista, Ordine Nazionale dei Giornalisti. Laurea in Filosofia presso Università degli Studi di Milano, Filosofia del Linguaggio-Orientamento Logico-epistemologico. Responsabile di redazione presso Il Giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale. Ho curato cento mostre di arte contemporanea in Italia, in collaborazione con svariate gallerie d'arte; i relativi testi critici sono tutti pubblicati a catalogo e online. Ho scritto una monografia pubblicata da Skira. Nel 2016/17 sono stato coordinatore del gruppo Cultura del movimento politico di Stefano Parisi Energie PER l'Italia, candidato sindaco di Milano alle elezioni 2016. Ho prodotto un magazine cartaceo d’arte contemporanea a colori su carta patinata, presentato a diverse fiere internazionali d’arte contemporanea e attualmente conservato al Centre Pompidou di Parigi. Profilo completo qui: https://www.linkedin.com/in/emanuele-beluffi/