Marina Corso, pittrice (e poetessa) “attuale e primitiva”

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Marina Corso, Infinito

Marina Corso è una poetessa autrice di poesie in vernacolo e pittrice autodidatta di Marano Lagunare (Udine) che nel 2014 ha inventato una tecnica espressiva tutta sua: Actual-Primitive, che nelle due parole ne racchiude la caratteristica essenziale relativa sia all’utilizzo di materiale del presente (pigmenti acrilici) che al ricorso a quel materiale che la Natura offre. Niente pennelli, quindi, né matite, gomme e spatole: nessuno strumento umano. Leggiamo nella sua biografia che “all’improvviso […] si accorge di non riuscire più a dipingere con i pennelli avendone quasi paura, e capisce di dover cercare o meglio inventare, facendo ancora una volta ricorso alla sua fantasia, una nuova tecnica espressiva, dicendosi: “Se non posso dipingere con i pennelli dipingerò con tutti i vegetali al posto del pennello”.

Lo stile di Marina Corso è densamente figurativo e spazia da quelle che i Tedeschi poeticamente chiamano “vita silente” e noi traduciamo con “nature morte” ai paesaggi e alla raffigurazione di soggetti umani e animali. L’elemento comune dei suoi lavori, che spesso hanno titoli particolarmente “letterari” ed evocativi, è un’atmosfera onirica che a tratti richiama Marc Chagall e forse è proprio il fatto di non aver frequentato scuole (gli esperti dicono che in Italia le scuole d’arte non siano poi così utili), di esser libera dagli schemi, che le ha permesso di non “sporcare” la sua propria vocazione e di raggiungere risultati importanti: infatti nel luglio 2017 partecipa al “Premio Internazionale Arte Milano” a cura di Sandro Serradifalco vincendo il premio “Migliore natura morta” con l’opera “Pensiero nascosto”, scelta da Vittorio Sgarbi e inserita nell’ottobre 2018 nella sua collezione privata per il museo d’Arte Contemporanea.

Come definire Marina Corso? Pittrice naive? Pittrice “primitiva”? Forse tutte le definizioni sono limitanti e dobbiamo “accontentarci” di apprezzarle per quello che sono: spontaneismo pittorico. Dice infatti l’artista: “[…] non cercate nelle mie tele un indirizzo, non cercatelo perché in ogni dipinto ci sarà una Marina diversa e libera”. E noi seguiamo il suo consiglio, perché l’arte è libera e, almeno ogni tanto, andrebbe apprezzata per se stessa, senza gli addentellati del mercato.

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Emanuele Beluffi
Nato a Milano, vivo e lavoro a Milano. Giornalista pubblicista, Ordine Nazionale dei Giornalisti. Laurea in Filosofia presso Università degli Studi di Milano, Filosofia del Linguaggio-Orientamento Logico-epistemologico. Responsabile di redazione presso Il Giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale. Ho curato cento mostre di arte contemporanea in Italia, in collaborazione con svariate gallerie d'arte; i relativi testi critici sono tutti pubblicati a catalogo e online. Ho scritto una monografia pubblicata da Skira. Nel 2016/17 sono stato coordinatore del gruppo Cultura del movimento politico di Stefano Parisi Energie PER l'Italia, candidato sindaco di Milano alle elezioni 2016. Ho prodotto un magazine cartaceo d’arte contemporanea a colori su carta patinata, presentato a diverse fiere internazionali d’arte contemporanea e attualmente conservato al Centre Pompidou di Parigi. Profilo completo qui: https://www.linkedin.com/in/emanuele-beluffi/