Quegli attimi fuggenti tra la ‘Gente di Cerami’

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tra-la-gente-di-ceramiParole e musica nello spazio intimo del Teatro Studio del Vascello di Roma, un ambiente raccolto, che ha un calore familiare.  Una serata in compagnia delle parole di Vincenzo Cerami – scrittore, drammaturgo poeta e sceneggiatore scomparso quattro anni fa – e delle musiche del maestro Nicola Piovani, eseguite da Alessio Mancini e Sergio Colicchio.

Si tratta di brevi racconti, adattati all’utilizzo scenico dalla figlia Aisha Cerami, che nascondono una poetica lucida, spietata. Racconti di vita quotidiana – un uomo “lotta con una mosca”, un altro nel cercare pochi spiccioli per il giornale trova nella borsa della moglie una lettera all’amante, che è anche il suo migliore amico… – di cui Cerami è riuscito a cogliere l’attimo in cui ciascuno si trova al bivio, costretto a scegliere la strada da intraprendere. Quelle che Cerami racconta sono vite comuni dove, tra le pieghe della banalità, vive l’ombra di un’altra possibilità. Ed è proprio quella speranza che dà vita ai personaggi, a quella gente di Cerami che Massimo Wertmüller e Anna Ferruzzo riportano in vita in maniera così umana e artisticamente magistrale.   

Uno spettacolo che fa comprendere tutto il genio dell’autore de “Un Borghese Piccolo Piccolo” e dello sceneggiatore de “La vita è bella” di Roberto Benigni. Racconti pungenti, a tratti drammatici, a tratti grotteschi. Per la regia di Norma Martelli e le sculture (che fanno da sfondo come maschere che scrutano lo spazio scenico) di Sergio Tramonti, dal 14 ottobre al 17 dicembresolo nei fine settimana – “Gente di Cerami” è veramente un appuntamento da non mancare e un tributo ad un grande autore del nostro tempo.