Virginia Raffaele: quando satira fa rima con coraggio

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virginia-raffaele-risponde-a-belenLa storia  di Virginia Raffaele parte dalla gavetta nel circo di famiglia per approdare al grande successo televisivo. E’ lei, indiscutibilmente, la vera vincitrice del Festival di Sanremo 2016, l’astro nascente nel firmamento italiano dell’intrattenimento.

E’ stato il palco, il contatto con il pubblico, il calore del rapporto diretto con gli spettatori, ad affinarne le qualità rendendola la show-girl più amata dagli italiani. Ed è di nuovo il palco, quello del Teatro Nuovo, a riproporla  nelle sue “Performance” dove, con la sapiente regia di Giampiero Solari, dà corpo e vita ai suoi stralunati personaggi. Creature femminili che, interagendo tra loro in maniera inaspettata, creano un mondo parallelo nel quale Ornella Vanoni chiede un parere sul referendum alla ministra Boschi che incalza pontificando su istituzioni e riforme, in un set con un sottofondo musicale che ricorda uno spot pubblicitario degli anni Settanta, quello del balsamo Johnson & Johnson.

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Belen Rodriguez si confronta con un’improbabile criminologa Bruzzone sulla cronaca nera, ma livello comico si impenna in modo considerevole quando Belen, il personaggio, evidentemente, più congeniale alla Raffaele: “Non le capita spesso di stare in mezzo a tanta gente vestita”,  argomenta sulla sua maternità e assimila la cura di un figlio all’apertura di un social o all’acquisto di un nuovo cellulare al quale ogni volta devi cambiare la cover.  Alzarsi di notte per lei non vuol dire allattare o cambiare pannolini ma  farsi un selfie auto promozionale: bella anche a letto! La vita della Rodriguez è sempre nell’attesa di un nuovo imprevedibile scoop: “tra qualche settimana mi farò fotografare con un libro”.

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Grazie a installazioni video e fraseggi musicali indovinati, si ricrea sul palco un microcosmo in cui Virginia balla, recita, imita e canta a briglia sciolta. La sua vulcanica creatività si disperde in mille rivoli, davanti ai nostri occhi si agita, dialoga, impazza un’umanità ritratta con graffiante, irresistibile ironia, un universo comico che tra politica, spettacolo e arte mette alla berlina alcuni dei “vizi” più ricorrenti nella società attuale, primo fra tutti la scarsa coscienza di se stessi.

In un’epoca da Basso Impero, in cui la realtà sembra inverosimile finzione, la finzione “è” la realtà e le risate del numerosissimo pubblico ci ricordano che, in mani sapienti, la comicità diviene qualcosa di vivo e stimolante.

La Raffaele sa bene come raccontare la quotidianità delle vip passando agilmente da un volto all’altro. Le “anime” dei diversi personaggi, miscelate con disinvoltura, si fondono in uno spettacolo coerente, molto abile, che scardina gli schemi mentali e diverte, così pare, persino le “vittime” dell’imitazione.  

Il passo successivo potrebbe essere quello di misurarsi con l’universo maschile: da Renzi a Brunetta, da Briatore a Dalla Valle. Una donna saprebbe far ridere di loro stessi gli uomini famosi, ricchi e potenti? È questa la sfida che lancio a Virginia Raffaele.

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