Una risata seppellirà i cattivoni

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Occorre mettere in pausa regni e regnanti, dittatori e sovrani, potere e potenti. Stop! Fermateli, dissacrateli, snaturateli, umanizzateli. O con le forza – a meno ché non ci si chiami USA, è dura – o con la sacra potenza delle immagini; in fondo poco o nulla è cambiato, gli uomini, di dramma in dramma, di società in società, hanno bisogno di sdrammatizzare, di alleggerire dopo un pranzo di angoscia lungo una vita. In fondo poco o nulla è cambiato dalla Guernica di Picasso, solo il tono, forse: c’è bisogno di sputare fuori il demone dalla quotidianità, ma soprattutto di ridere, di sghignazzare facendo il gesto dell’ombrello, tutti insieme. Così, se la spiritualità di massa, il grande cammino delle idee pare aver stancato, sono le cose semplici ad unire, velocemente, uniformemente. 

La virtualità si fa mezzo, diventa viralità, virilità e comunità, perfettamente declinata coi tempi.

Se Warhol le cantava a suon di zuppe ai ritmi del capitalismo, insistenti, onnipresenti, Cristina Guggeri, artista sarda, mette i potenti sul cesso per i loro Daily Duty, i loro doveri quotidiani. “Saputi so li Papi, potenti so li Re, ma quaddentro so tutti come me”. Così recitava la saggezza popolare romana ottocentesca, quella del Belli e di Pasquino. Oltre un secolo dopo, le necessità non cambiano di certo.
Più che dissacrante, umanizzante. Si sovvertono i poli e si normalizzano le abitudini, a ricordarci l’origine comune, come nella più saggia delle tradizioni carnascialesche.

Stavolta, però, le maschere si tolgono ed i pantaloni si abbassano, la funzione non è più quella di potere, ma è quella fisiologica. Su questo incipit, un po’ punk, un po’ monellaccio, dallo spirito di uno studente che bacchetta ed irride il professore, nasce The Daily Duty (Il dovere quotidiano). I grandi leader sulla tazza. Una serie di opere grafiche di Cristina “Krydy”  Guggeri, quarantunenne cagliaritana che hanno fatto e stanno facendo il giro del mondo. I sovrani sono ancora al posto loro, sul trono. Ma stavolta è diverso. Obama, Hollande, Angela Merkel e molto altri, sono sul water. 

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E che dire del (poco) simpatico sosia del cantante PSY, quello del tormentone “Gangnam Style”, leader maximo, supremo e morbidoso della Korea versante Nord, Kim Jong Un. Certamente un tipetto poco raccomandabile. Dopo il test nucleare a suon di bomba H, Marco Tonus, vincendo su tutti, lo trasforma nel testimonial delle barrette Kinder. All’interno della confezione, 8 testate e di corsa a far fare merenda al mondo.

By Marco Tonus

Non potevano mancare all’appello della reazione mondiale proprio loro, i figli del califfo. Alla dantesca maniera, nella loro pagina Facebook, campeggia in alto come iscrizione di un paradiso satirico: “Qui si muore solo da ridere”. L’Isis minaccia, così si chiama la pagina sul social più frequentato del globo. Ogni volta, l’Isis minaccia qualcosa di diverso, in una serie di messaggi che fanno morire…dal ridere, ricamando il volere degli autori. L’isis Minaccia: “Pubblicheremo il vostro reale peso su tutti i vostri profili social”; l’Isis minaccia: “Perderemo le vostre valigie mentre siete in viaggio”, oppure “Spremeremo i vostri tubetti di dentifricio dal centro” o anche “Farete le prossime ferie quando Renzi avrà mantenuto tutte le sue promesse”.

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Non si fermerà lo scempio ma, almeno, l’espressione artistica, questa volta in veste grafica, trova nuovamente una funzione sociale, lavando via quell’ansia che attanaglia un Occidente sperduto, perduto e tesissimo.

Una presa in giro che destruttura il personaggio, lo spoglia. Letteralmente. In un ritorno al buon senso, che non esula dal buon gusto e non cerca il colpo di scena a qualsiasi costo, Charlie Hebdo e Vauro docent, prosegue la tradizione dello scherno dissacratorio in una visione sociale dall’alto senso dello humour, in una forma espressiva nitida, che parla a tutti, lontana dall’incomprensibile astrattismo, dalla noia mortale e, almeno per qualche istante, dal terrore.

1 commento

  1. Saranno grandi i papi, saran potenti i re, ma quando li si siedono son tutti come me.

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