“Solo No”: tra palco e realtà in un labirinto di sospetti

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L’arte stupisce. Ferisce. Destabilizza, crea connessioni ed è anche in grado di reciderle. E’ in grado di donare forza, come di toglierla. In questo caso specifico invece l’Arte, come protagonista della pellicola, “resiste”, si oppone e dona la forza a chi la ama di resistere con lei, per lei. In Solo No, film drammatico per la regia di Lucilla Mininno (con Anna Teresa Rossini, Francesco Zecca, Giovanni Boncoddo, Mariano Rigillo,  distribuito da Movieday), si tratta della “resistenza dell’Arte” attraverso la vicenda di due attori, Cecilia e Francesco, che fianco a fianco lottano per la sopravvivenza di un teatro lasciandosi ispirare da quella Madama Butterfly di Puccini, considerata dall’autrice una vera propria eroina per l’ostinazione con cui esiste e resiste, nonostante tutto intorno a lei cada in rovina.

"Solo No", il thriller psicologico di Lucilla Mininno sulla “resistenza dell'Arte”, con Anna Teresa Rossini e Francesco Zecca

Cecilia infatti vive da anni rinchiusa in un teatro per impedirne la distruzione fisica e morale. Il suo unico legame con il mondo -e quindi con la vita, è Francesco: attore più giovane che ha sempre creduto nel suo progetto che, però, a un certo punto, Cecilia non riconoscerà più negli intenti e nello sguardo.

Il film si evolve dunque diventando un thriller psicologico che via via si dipana tra palco e realtà, divisi unicamente da un sipario tanto sottile quanto difficile da attraversare per Cecilia, sullo sfondo di un teatro che diventa labirinto di sospetti.