Romina Falconi, mappe emozionali fra musica e performance

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Romina Falconi canta testi forti, di quelli che non siamo abituati a sentire da una donna, bellissima e bionda. Le sue canzoni e le sue performance sono un grido di indipendenza e libertà. Romina, nei suoi dischi, si muove attraverso una “mappa emozionale”, traducendo in musica i temi del pessimismo, dell’abbandono, della dipendenza affettiva, e del tradimento.

Come è iniziata la tua carriera artistica?

A 12 anni già cantavo ai matrimoni ed è stata una scuola fondamentale: imparavo un mestiere e provavo tutti i generi possibili.

La gavetta la benedico tutta, il mio lavoro è complicatissimo: è fatto di semine faticose e i raccolti non sono mai certi. Dai matrimoni e pianobar, mi sono ritrovata a Sanremo (diciamo che la mia vita non conosce vie di mezzo, mai) ed è stato stupendo. Da lì in poi è iniziata la vera salita, volevo scrivere canzoni pop ma in modo crudo, non è stato facile trovare alleati, all’inizio. Allora con i miei amici fraterni mi sono creata un’etichetta discografica e ora sono fiera di tutto quello che mi sta capitando.

Quanto sono autobiografiche le tue canzoni?

Quasi tutto è autobiografico. Per esempio in “Vuoi l’amante” parlo di dipendenza affettiva. Mi sono sentita amante con un mio ex narcisista patologico con il quale condividevo casa (!!!), mi faceva sentire utile come un colabrodo durante una tempesta di neve. Il simbolo della dipendenza affettiva è l’amante, secondo me. E non importa se amiamo qualcuno libero o impegnato: quando senti che tutto l’amore che dai non ti torna neanche per metà, c’è un problema e dobbiamo risolverlo partendo da noi stessi. Molto spesso ci arriva l’amore che crediamo di meritare.

Come è iniziata la collaborazione con Immanuel Casto?

La storia è molto poco romantica: avevamo lo stesso manager. A Casto serviva una voce per Crash ed io ho accettato con gioia. Non credevamo potesse piacere così tanto, è stato tutto fantastico. Così da colleghi siamo diventati amici e ora siamo come fratelli. Non c’è un giorno in cui io non mi confronti con lui. Siamo punti di riferimento l’uno per l’altra e in questo ambiente non è scontato.

Sei famosa per le tue rappresentazioni artistiche a Milano, in occasione dell’uscita dei tuoi singoli. Ce le racconti, partendo dalla prima?

La prima è stata l’operazione del lancio del singolo Cadono Saponette: ho messo in giro per la città cartelli simili a quelli stradali con la scritta “attenzione: caduta saponette”. In pochi giorni è diventato virale.

 L'intervista OFF a Romina Falconi

Poi con Le 5 Fasi del Dolore ho messo in scena l’abbandono. In più città italiane ho chiesto ad amiche attrici di rappresentare la sposa abbandonata. Hanno parlato di noi in tv, radio, ovunque. Quest’anno invece l’argomento era la vendetta: un poster in galleria duomo: “Romano Falchetti sei un traditore e un farabutto” con tanto di foto.

 L'intervista OFF a Romina Falconi

I miei sono esperimenti sociali: con i social mostriamo sempre il nostro lato migliore, come se i difetti fossero da nascondere. E’ un mondo di finti supereroi, di gente che ci tiene a dimostrare che è dalla parte del giusto. Ecco perché sta andando tanto di moda il trash: rimaniamo attratti da una reazione incontrollata perché siamo ossessionati dal controllo e per sentirci superiori abbiamo bisogno di deridere chi è in difficoltà o chi non riesce ad avere il controllo come gli altri. Io sono stata considerata strana per i miei testi, per le mie rappresentazioni, per i miei video.

È vero che sei l’eroina dei cuori infranti?

Dopo aver raccontato le mie magagne attraverso le canzoni, mi sono arrivati messaggi incredibili. Le persone che mi hanno scelto, hanno iniziato a raccontarmi segreti anche tosti. Allora ho deciso di fare queste confidenze faccia a faccia. Mi piaceva l’idea che fosse la cantautrice ad ascoltare invece di essere ascoltata, per una volta. Mi sono sentita la Marina Abramovich daa Casilina! Ho creato un centro d’ascolto Reparto Biondologia e ho sfruttato una delle poche cose buone che ho: la memoria.

 L'intervista OFF a Romina Falconi

Puoi svelarci qualche new?

A marzo parte il Biondologia Tour. Sto perdendo il sonno per l’ansia e l’emozione. Si parte il 2 marzo all’Auditorium di Roma, il 15 marzo all’auditorium di Milano e altre date in arrivo.

Un episodio OFF lo avrai sicuramente vissuto. Quale?

Dopo Sanremo ho pensato di voler emulare le mie colleghe, perché ho la sindrome dell’impostore (sarebbe quella sensazione terribile di essere perennemente immeritevoli) e allora cercavo di tirar fuori solo una parte di me. Più volevo omologarmi e più facevo la fame. Toccando il fondo, ho scritto per la prima volta un brano che mi rappresentava veramente e da lì è cambiato tutto.  Dicevo: “Stai a vede’ che anche un muratore vestito da vamp,  anche una strana come me, può essere amata per quello che è realmente… “.