Al Maggio Fiorentino un Franco Alfano mai…visto

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Risurrezione, l'opera di Alfano al Maggio Fiorentino

Al Teatro del Maggio Fiorentino sta andando in scena (fino al 23 gennaio) Risurrezione, l’opera che diede fama al compositore Franco Alfano, che dopo la lettura di Resurrezione di Tolstoj decise di scrivere un’opera ispirata al famoso romanzo.

La vicenda è quella di Katiusha, giovane donna innamorata del principe Dimitri e che dopo l’unica notte di amore passata insieme a lui viene da questi abbandonata con un figlio in grembo, che poi morrà. La protagonista a questo punto cambia completamente vita: diventa prostituta e assume il nome di Maslova, vivendo nel lusso, fino a quando, incolpata ingiustamente per omicidio, viene condotta in Siberia, dove si ripresenta il principe Dimitri, ottenendo per lei la grazia e decisa a sposarla. Lei però sceglierà, nonostante l’amore che prova ancora per il principe, di sposare l’umile e buono Simonson, per dare così luogo alla sua rinascita spirituale, consacrando la sua esistenza ai bisognosi e vivendo nella modestia.

La regia di Rosetta Cucchi è organica e i tempi scenici sono pienamente rispettati. Sono emblematiche le scene di Tiziano Santi, asciutte e astratte, straordinariamente evocative, giocando sul doppio piano della scena e passando dall’arredo quotidiano e elegante del primo atto, con un bel quadro sul fondo, alla Siberia bianca, geometrica e concettuale del quarto atto.

Ottima la prova dei cantanti, a cominciare dalla KatiushaAnne Sophie Duprels, bravissima a passare dai toni scuri a quelli più delicati, delineando bene l’anima allo stesso tempo passionale, sacra e profana della donna, anche in virtù delle sue capacità istrioniche. Da porre in rilievo anche la performance del Dimitri Matthew Vickers, contraddistinto da un canto solido e turbato, ben interpretando un personaggio che per frivolezza perde l’amore della sua vita, accettando però infine l’ultima decisione di Katiusha.

Per tutto lo spettacolo è fondamentale il dualismo che si crea tra la protagonista e una bambina che si aggira sul palco. Si tratta della proiezione della donna, che si ricorda nel passato, quando ancora la sua purezza non era stata intaccata dalle frustazioni dell’esistenza. Per tutta la vita si ricerca un ritorno al passato, al ritorno verso un prima che si presentava quale sogno, mentre il presente è portatore delle sole problematiche. In conclusione il sogno torna, tramite quell’ultima decisione, che conduce Katiusha alla risurrezione spirituale e quindi all’avvicinamento a Dio.