Ianva, musica “ardita” tra neofolk e suggestioni dark

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Ianva. Villa Bombrini, Genova. Ph Emanuela Zini

Un incrocio temporale perfetto per celebrare il centenario dell’Impresa fiumana come meglio non si poteva. A tre anni da Canone Europeo, I genovesi Ianva (da leggere Iànua, come l’antico nome della città della Lanterna) pubblicano 1919, ep al cento per cento dannunziano, realizzato dall’Antica Fonografia il Levriero.

Un titolo che si spiega da sé e che prende il nome dal brano inciso sulla prima facciata del vinile. Il b-side punta ancora più in alto, con una collaborazione che vibra di frequenze tricolore: Edoardo Sylos Labini – che da quasi un decennio incarna il Vate sui palchi d’Italia – mette a disposizione la voce per Disobbedisco! (il manifesto psichico che sintetizza gli incantesimi di un «anno mirabolante»).

Sonorità neofolk cariche di contaminazioni che spaziano dalla trazione cantautorale ligure alle suggestioni dark dei Death in June, fino ai più grandi maestri delle movie soundtrack di tutti i tempi (Morricone, Rota, Nicolai, Micalizzi).

A tre anni da Canone Europeo, I genovesi Ianva (da leggere Iànua, come l’antico nome della città della Lanterna) pubblicano "1919"

Ianva dal 2003 cantano la storia d’Italia a partire dalle grandi imprese, dai gesti arditi e ribelli. Epici e visionari, volutamente retrò, ma liberi da qualsiasi implicazione ideologica.

Sbaglia chi li considera una band, perché abbiamo a che fare con una mini orchestra capitanata dai vocalist Renato “Mercy” Carpaneto e Stefania D’Alterio. Intanto sale l’attesa per il concerto-evento del 14 marzo 2020 a San Donà di Piave.

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