“Good man”, 10 minuti di terrore nell’Appennino tosco-emiliano

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Foto di Angela Yuriko Smith da Pixabay

Paura, angoscia, disperazione: è arduo condensare tali emozioni in un corto che dura meno di 10 minuti. Eppure è ciò che è riuscito a fare il regista Daniele Zinelli con Good Man. Onora il padre e la madre, premiato in vari festival italiani e stranieri.

Un prete sta viaggiando in macchina vicino al Fiume Enza, nell’Appennino tosco-emiliano, quando per sbaglio investe una ragazza. A quel punto si ritrova a dover decidere se nasconderla e salvare la reputazione o chiamare aiuto e salvare l’anima. La sua scelta darà il via a una serie di eventi tragici.

Sebbene appaia evidente che sia una produzione a basso costo, il regista riesce comunque a creare un’atmosfera carica di tensione, soprattutto grazie a una colonna sonora che cambia o si interrompe a seconda del momento. Anche i due attori principali, Cristian Carbognani e Francesca Conti, interpretano magistralmente le rispettive parti, tanto che sui loro volti si può leggere l’angoscia di chi non sa che fare per lui e il terrore di morire per lei.

Il corto può essere visto come un atto di accusa contro l’ipocrisia di una certa chiesa contrapposta alla fede innocente del semplice credente, simbolicamente rappresentato dalla ragazza che porta piccole croci al collo.