Oriana, che avrebbe “fatto a pezzi” Marylin

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fonte @ACupOfCoffeeWithMarilyn

Intraprendenza, vivacità e donna: sono gli ingredienti giusti per raccontare l’Oriana,Oriana Fallaci, durante la sua prima fase giornalistica. Non sorprende quindi che ad essersi cimentata in questa impresa sia stata proprio una giovane regista italiana, ma con già esperienze di livello alle spalle.

Per il Giornale OFF intervistiamo la regista di A Cup of Coffee with Marilyn, Alessandra Gonnella, classe ’95 e da sempre ammiratrice della Fallaci.

Il cortometraggio ripercorre il rocambolesco episodio della giornalista toscana alla ricerca della diva di Hollywood più amata ed odiata, l’iconica bionda nata Norma Jeane Mortenson Baker. E’ una storia di un incontro mancato, una sfida che porta i riflettori sulla tenace Oriana, che non teme nessuno, tanto meno la Monroe. Sicché da questa prima parentesi la Fallaci inizia ad erigere la propria robusta personalità: incapace di essere intimorita ma, anzi, forte da indurre persino timore nei suoi intervistati.

L’episodio è raccontato nel prologo de I Sette Peccati di Hollywood, opera in cui la Fallaci mette in mostra fragilità, debolezze e unicità del mondo dei miti, i numeri uno della cultura nazionalpopolare occidentale posti nella luce tipicamente fallaciana, ovvero senza sconti nè repliche.

Per il Giornale OFF intervistiamo la regista di "A Cup of Coffee with Marilyn", Alessandra Gonnella, classe '95 e ammiratrice di Oriana Fallaci.
fonte @ACupOfCoffeeWithMarilyn

Oriana Fallaci entra nel sistema Hollywood giovanissima: è uno dei suoi primi lavori, non stravede per l’incarico come farebbe qualsiasi collega, lo considera frivolo. Eppure è proprio in questo ambiente che capta perfettamente il modus operandi dello star system: ipocrisia, paranoie, apparenza e potere. Secondo lei quanto ha influito tutto questo sulla penna di Oriana negli anni successivi?

Approfondendo questo discorso con il nipote, mi ha rivelato che Oriana negli anni 70, quando iniziò ad occuparsi solo di politica e conflitti, in un certo senso rinnegò e volle rompere col suo passato da giornalista di costume. Già da qui si capisce quanto le stesse stretto quel mondo, che pure aveva imparato a conoscere benissimo, tanto da scriverci due libri di raccolte di articoli e interviste.

Più di quanto lei stessa volesse ammettere, avere a che fare con divi e miti l’ha forgiata nel modo di gestire i veri potenti della terra in futuro, che a loro modo erano anch’essi divi e miti. E soprattutto, come ci ha dimostrato sempre Oriana, si trattava pur sempre di esseri umani/matriosche che lei si divertiva a scoprire e far scoprire a noi lettori.

Passiamo al cortometraggio A Cup of Coffee with Marilyn: abbiamo una giovane donna alla ricerca di un’altra giovane donna, l’incontro che non c’è mai stato e per certi versi ha messo alla prova la determinazione della Fallaci, colei che dopotutto ha intervistato tanti dei grandi nomi della storia del novecento. Cosa significano davvero Marilyn e l’incontro mancato?

Marilyn è solo un obiettivo lavorativo per Oriana. Nel racconto non era molto chiaro, ma nel film ho cercato di marcare questo senso di urgenza di volere provare a se stessa e soprattutto al suo direttore di essere in grado di portare a termine la consegna, al di là di chi fosse: Marilyn o un altro attore. Nessuno nel suo ufficio si aspettava che lei ce la facesse, ma sicuramente erano curiosi di vedere fino a che punto sarebbe arrivata. Lei era la giovane testarda che si occupava di costume, ma che scalpitava per occuparsi di politica. Era nel periodo in cui si doveva fare le ossa, anche se molti altri giornalisti attorno a lei ne riconoscevano già il talento.

Il tutto è reso più intrigante e simbolico dal fatto innegabile che Marilyn fosse veramente sulla cresta dell’onda in quel momento e quindi molto ricercata da tutti, dal fatto che fosse – guarda caso -il simbolo di un mondo che lei detestava e dal fatto che sembrasse avere una personalità completamente opposta a quella di Oriana.

Marilyn comunque rimane solo un’idea nella testa di Oriana e nell’immagine collettiva. È un peccato, perché se Oriana l’avesse intervistata l’avrebbe “fatta a pezzi” e forse solo in quel caso ne avremmo conosciuto la personalità vera.

Come mai ha scelto di raccontare questo episodio della vita giornalistica di Oriana? Cosa l’ha spinta a sceglierlo?

Questo aneddoto contenuto proprio all’inizio del suo primissimo libro I sette peccati di Hollywood sembra banale, una semplice cronaca di un fatto, ma per me ha subito parlato chiarissimo. Marilyn è per eccellenza il simbolo di Hollywood, dire di non aver incontrato lei significava all’epoca ammettere di non avere acchiappato la quintessenza di Hollywood, che era proprio lo scopo del suo libro e dei suoi articoli sull’Europeo. Nella sua posizione, quella di una fiera, abile, tenace ma pur giovanissima e non ancora famosa giornalista donna italiana, sembrava un po’ un autogol, eppure aver scelto di raccontarlo così minuziosamente e spavaldamente mette in luce la sua genialità e le sue qualità più grandi: l’acume, l’autoironia, il non vergognarsi mai. Oriana si mette sullo stesso piano di Marilyn, non pensa affatto di valere meno, così come con tutti gli intervistati. Questo senso di reverenza e paura non ce l’ha. Alla fine, dopo aver letto cosa è successo, se ci pensiamo bene, non siamo tristi perché Oriana non ce l’ha fatta. Siamo imbarazzati per Marilyn, perché è lei che fa la magra figura di essere una insicura manipolata da tutti. Sarebbe stato troppo semplice e didascalico raccontare un successo di Oriana, tantissimi tra l’altro. Poco interessante. Oriana amava dire la verità, farsi vedere umana e spogliarsi di ogni fronzolo; la mini storia triste di un fallimento professionale descrive in realtà la grandezza e spero dia speranza a chi è agli inizi della propria carriera e ha paura che una cosa gli vada male. bisogna sempre prendere il toro per le corna e guardarla nel modo più filosofico possibile. Chi ha da avere, avrà.

Miriam Leone ha dimostrato grande bravura nel vestire il ruolo di un personaggio tanto difficile come Oriana, secondo lei (registra, nda) cosa era davvero importante venisse fuori dal suo personaggio?

Fin da subito erano chiari alcuni limiti, dal punto di vista delle risorse economiche e della somiglianza effettiva con Oriana. Sarebbe stato molto difficile cambiare connotati a Miriam e ricreare una esatta copia di Oriana Fallaci. Oriana poi era molto più piccolina di statura. Quindi abbiamo subito intuito che si dovesse trattare di un omaggio e non di una caricatura o gara all’Oscar per il trucco. D’altra parte a nostro favore avevamo un lusso non da poco, e cioè che pochissimi si ricordavano dell’aspetto e della personalità dell’oriana giovane. Tutti hanno in mente Oriana degli anni ’70, bella ma già indurita dalla guerra e dalle sofferenze personali: capelli lunghi, vestita da uomo.

Nel periodo che ci interessava, l’immagine di Oriana era certo più dimessa di una diva, ma pur sempre al passo con la moda anni ’50, come ogni signorina aggraziata.

Il carattere doveva già essere molto forte, aggressivo, strategico. Lei gesticolava molto ed era molto teatrale con le espressioni, si può notare dai pochi materiali video reperibili di quell’epoca che abbiamo guardato a lungo. Anche questa cosa in futuro è cambiata. L’accento toscano non era marcato. Doveva venire fuori l’Oriana con le caratteristiche che conosciamo tutti, ma anche l’immagine di una ragazza italiana giovane degli anni 50 che prova a farcela in un ambiente difficile e all’estero, in cui qualunque donna si potesse identificare.

Un po’ di partigianeria ha fatto sì che la Fallaci venisse messa al margine, soprattutto a seguito delle sue ultime pubblicazioni. Raccontarla da giovane permette di farsi un’idea senza pregiudizi su Oriana, rendendosi conto di quanto talento e tenacia si celassero dietro la sua figura. Cosa ammira di lei e cosa può ancora raccontare la Fallaci oggi?

Esattamente questi sono i motivi che mi hanno spinto a mettere in luce l’età giovane di Oriana, così da poterla far avvicinare ai giovani e anche a chi nutre dei pregiudizi su di lei. Volevo farla conoscere a chi non la conosceva e far ricredere almeno un po’ chi la discredita. Non mi dà fastidio il fatto innegabile che Oriana divida le persone, che si ami o si odi. Il problema è che troppo spesso le persone che la odiano non sanno spiegare perché, e se cominci ad indagare su cosa abbiano letto di suo, ti rendi conto che sono assolutamente poco informati sulle opere, i record battuti da Oriana, la tortuosa e incredibile vita condotta da questa self made woman tutta italiana conosciuta nel mondo, e non si rendono conto di quanto grande sia stata. Di conseguenza non ne sono affezionati e fieri.

Oriana essendo stata artista e visionaria, non una semplice giornalista, Protagonista dei suoi articoli e interviste come fossero racconti e diari, è un personaggio estremamente interessante che ha lasciato tutto scritto. Perché osservare e scrivere era la sua ossessione. Possiamo ricostruire tutto o quasi di lei e la sua vita. Il suo spirito e le sue idee non hanno tempo, come i classici, hanno certamente qualcosa da comunicare anche oggi. La disciplina, la passione, il suo affrontare la paura di petto. È un personaggio molto contemporaneo, cui ispirarsi, soprattutto per le donne, pioniera in tante cose, ma una di noi. Io la adoro nel senso che le voglio bene, mi ispiro a lei, e noto veramente troppe somiglianze in bene e in male. L’unica cosa su cui voglio assolutamente cambiare rotta rispetto a lei è la gestione dei rapporti interpersonali. Oriana era una che per un torto troncava tutti i rapporti per sempre, vendicativa. Perdonava difficilmente. Era una specie di terminator in tutti i campi, soprattutto quello lavorativo, ma quando si innamorava veniva annientata e perdeva il lume della ragione, soffrendo moltissimo. Secondo me Oriana, per orgoglio, accettava la solitudine nel senso più negativo e in molte occasioni non si è voluta bene.

Le piacerebbe continuare questo progetto biografico raccontando magari anche altri aspetti della vita di Oriana Fallaci?

Anche se raccontare Oriana era sempre stato fra i miei piani, pensavo che questo sarebbe stato solo un corto fine a se stesso. Mi ero detta “dopo questo, basta con le adaptations da libri“. Poi molte persone attorno a me, soprattutto straniere che non conoscono nemmeno bene Oriana, mi hanno continuato a dire di prepararmi ad avere qualcos’altro pronto perché il materiale sembrava molto. Volevano vedere di più perché già avevano capito che il personaggio era molto interessante. Così ho iniziato a pensare ad un film sulla scia del corto, salvo poi incontrare una sceneggiatrice mia amica che mi ha convinto ad aspirare ad una serie TV invece che ad un lungometraggio. Effettivamente oltre che essere il trend del momento, una serie mi permetterà di sviluppare in lungo e in largo la personalità e le vicissitudini di Oriana in un lasso di tempo più ampio: il suo periodo negli stati uniti tra il 55-65 prima di partire per il Vietnam. Mi sono anche resa conto che, pur raccontando Oriana e la sua vita, in qualche modo sto anche raccontando i miei stessi dilemmi del momento, visto che mi sento molto vicina a lei; quindi non si tratterà semplicemente di narrare le gesta di un’icona ma della rielaborazione fatta da una ragazza tosta, della stessa età di Oriana, che prova a spaccare il mondo in terra straniera, inciampando in trappole di uomini insicuri e intimoriti. Stiamo lavorando, Diego (produttore, nda) e io, per iniziare anche questa avventura.

1 commento

  1. Marilyn Monroe, e’ stato come quasi tutti i divi di Hoolywood una drogata puttanella se la sono scopata tutti dai Kennedy a Sinatra a Gable a DiMaggio ecc ecc poi la mollavano, perche idiota!! ogggi le cose nel mondo del cinema sono bambiate in peggio, drogati?? quasi tutti gay moltissimi lesbiche un numero maggiore, ricchi sfondati vogliono fare politica… non ricordano piu’ neanche il loro nome,, vivono in ville super protette, ma predicano l’invasione, Ma non a casa loro.. gli americani dovrebbero pagare le tasse per mantenere i clandestini… ma loro no perche’ hanno conti all’estero, capito che teppaglia di gente???? sono finti nel cinema e finti nella vita!!!

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