Con Branduardi e Ildegarda il Medioevo è pop

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Ph flickr.com/photos/finizio/

«La superbia del drago nell’abisso sprofonderà e la Donna la brama del serpente sconfiggerà!»: le parole sono di Hildegard von Bingen, le musiche anche. Tutto il resto è di Angelo Branduardi, il “menestrello” che a 6 anni da Il Rovo e la Rosa  torna con Il cammino dell’anima, un’opera spirituale totalmente ispirata alla mistica tedesca del XII secolo proclamata dottore della Chiesa da papa Benedetto XVI. 24 minuti per un condensato di tradizione, teologia, sonorità ricercate e industria pop, con i testi latini di Ildegarda riadattati da Luisa Zappa, moglie di Branduardi e sua stretta collaboratrice.

Ecco un altro assaggio: «Non avete nulla da dare a chi vi segue, voi tutte non sapete nemmeno chi siete, voi non siete niente! E tu, anima, chi sei, da dove vieni? Tu eri avvinghiata ed io con me ti ho sollevata. Ora sono adirato per il tuo tradimento, ma combatterò e di nuovo ti avrò!».

Ildegarda, spiega Branduardi,«è stata una donna pazzesca, difficile da contenere». Monaca benedettina, poetessa, scrittrice filosofa, linguista, taumaturga, cuoca, cosmologa, profetessa, musicista, consigliere politico e altro. Tutto questo a mille anni da oggi, nel pieno di un Medioevo forse non così tanto oscuro per come ce lo hanno raccontato: il quasi settantenne Branduardi ci insegna che «la sua musica è avanti di 300 anni».