Matteo Becucci, che per gli autografi si firma “Alessandro Manzoni”…

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Voce potente, grintosa e di animo gentile, Matteo Becucci ha sviluppato una tecnica vocale che vede la voce al servizio della canzone come nel suo nuovo singolo, attualmente in rotazione radiofonica, Lontano degli Alberi, una storia di distacco ed emancipazione.

Matteo, hai appena pubblicato il singolo Lontano dagli alberi, che segna il tuo ritorno discografico: ma parallelamente c’è un progetto teatrale a cui ti stai dedicando. Di che si tratta?

Si tratta di una commedia che vede come regista Enrico Maria La Manna, regista napoletano molto bravo. Da anni mi “corteggia” per un ruolo in uno dei suoi tanti lavori, adesso sembrerebbe davvero arrivato il momento.

Come nasce la tua passione per il mondo dello spettacolo?

Dal pianoforte di mia nonna, tutto credo nasca da li. La musica col tempo mi ha portato anche in altri ambiti ma la scintilla è senza dubbio quel gigante coi tasti bianchi e neri. Avevo 3 anni e mezzo quando ho cominciato a giocarci.

Durante il tuo percorso professionale ti sei mai detto: “Ma chi me lo ha fatto fare?”

No , piuttosto ho pensato che stavo facendo qualcosa di sbagliato per me e quindi dovevo rimettere in discussione il mio modo di stare nello spettacolo, ma non il fatto di volerci lavorare. Sono un creativo compulsivo.

Nei momenti più complicati, chi o cosa ti ha dato la forza per andare avanti?

La mia fede, l’amore per le mie figlie, il debito di gratitudine verso i miei genitori e verso madre natura che mi hanno dato la vita. Questi sono le mie ancore. Detto questo col tempo ho capito che i momenti di difficoltà sono quelli in cui si impara di più. Resilienza e determinazione. Un proverbio messicano recita: “Hanno cercato di seppellirmi, ma non sapevano che io sono un seme”.

Matteo Becucci ha sviluppato una tecnica vocale che vede la voce al servizio della canzone come nel suo nuovo singolo, "Lontano degli Alberi"

Il luogo comune che proprio non sopporti del mondo dello spettacolo?

Li sopporto tutti con grande allegria. Tutti hanno una ragion d’essere.

Il prossimo step della tua carriera che ti piacerebbe raggiungere?

Sto lavorando ad un altro libro, ma questa volta non è un romanzo. Vorrei mettere insieme le mie esperienze didattiche nel canto, nel frattempo ho altri 5 o 6 progetti in testa. Una controindicazione dell’eccessiva creatività e che senza disciplina e ordine non si riesce a “quagliare”. Quindi calma e lucidità. Vedrete…

L’episodio OFF della tua carriera?

Una giorno camminando per Milano una signora mi ha fermato per strada prendendomi per la giacca e dicendo che dovevo assolutamente farle un autografo perché mi aveva visto in televisione. Non sapeva come mi chiamavo e nemmeno che fossi un cantante, ma doveva assolutamente avere il mio autografo. Glielo ho fatto, mi sono firmato Alessandro Manzoni. Lei mi ha ringraziato calorosamente.