“Penumbria”, dove il fantasy incontra Sergio Leone

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Analizzando il mercato italiano della letteratura dell’immaginario assistiamo a una crescente richiesta di libri young adult, paranormal romance e urban fantasy, che viene soddisfatta egregiamente. D’altro canto, però, rileviamo anche la domanda di narrativa popolare, che invece non incontra un’adeguata offerta.

Ciò ha comportato ormai da qualche anno la nascita di molteplici etichette indipendenti che, partendo dal basso, si sono specializzate nei vari settori della speculative fiction e hanno proposto racconti, romanzi e saggi relativi al periodo d’oro delle riviste pulp americane degli anni ’30 del secolo scorso. Tra esse ve ne sono alcune che, pur seguendo questo filone, hanno provato a conferire alle loro pubblicazioni maggiore originalità, adottando un’ambientazione italiana.

In questo senso, recentemente è uscito Vilupera (Lethal Books, 2019, 280 pagine, 11,90 euro), romanzo fantasy di Luca Mazza e di Jack Sensolini, che ci proietta nella Penumbria, un luogo immaginario che ricorda l’Adriatico del periodo del Rinascimento. Questi territori sono gremiti da mostri orripilanti e sono contesi dai signori locali, in continua guerra per accrescere il loro potere.

 Vilupera, il romanzo fantasy di Luca Mazza e Jack Sensolini

Nella Penumbria la popolazione locale è in balia di una masnada di tagliagole che compie i peggiori delitti, e non è difficile morire semplicemente per essersi trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato: «Entro sera, la striscia del mio rasoio accarezzerà la gola di quell’uomo, che solo una volta morto ricorderà chi era. Non riceverò alcuna condanna per l’omicidio e l’inquisitore in persona mi benedirà, ringraziandomi nel nome dell’Appeso e di papa Gottardo Onipotenzo II.»

In conclusione, in Vilupera la prima legge di Joe Abercrombie incontra i film western di Sergio Leone.

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