Virginia Raffaele: “Questa “mia” Morticia Addams così sopra le righe..”

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fonte virginiaraffaele Instagram

I mondi surreali Virginia Raffaele li conosce bene, avendo passato la sua infanzia in un luna park. Non deve aver fatto molta fatica, quindi, a calarsi nei panni della sensuale Morticia: l’attrice romana, infatti, ha prestato la sua voce alla misteriosa protagonista della versione animata in stop motion de “La famiglia Addams”, in questi giorni al cinema, insieme ad altri artisti del calibro di Pino Insegno, Loredana Bertè e Raoul Bova.

Virginia, come ti sei preparata a doppiare Morticia Addams?

Mangiando davvero poco (ride, ndr)! Partecipare al doppiaggio di un cartone animato è un’avventura meravigliosa: in realtà nella mia testa i personaggi che imito li immagino un po’ sopra le righe, come fossero dei cartoni animati… non lo dite alla Vanoni (ride, ndr)! Non sembra, ma ci sono tante differenze tra il mondo del doppiaggio e quello della recitazione a teatro o in tv. Ci deve essere una perfetta sincronia tra le immagini e il parlato e l’obiettivo fondamentale è dare un’anima e un’intenzione. Ho cercato di lavorare tanto sulla dizione: non volevo si percepisse l’inflessione romana, dando un colore e non una caratterizzazione che schiacciasse il personaggio.

Il filo conduttore del film è la bellezza della diversità

La famiglia Addams veicola un messaggio chiaro e diretto: è necessario cambiare il nostro punto di vista per capire gli altri. Spesso le cose più strane ci fanno paura e invece basta conoscerle per poi prenderne confidenza. Essere differenti è la cosa più rock che possa esserci!

Cosa ha di speciale questo film?

Nonostante i temi utilizzati nel film, oggetto di tante altre pellicole – per esempio i social network o il bullismo – questa versione de “La famiglia Addams” è riuscita a non essere ridondante e retorica. E poi non è da sottovalutare la grafica sofisticata in ‘stop motion’ che è stata utilizzata e le musiche, davvero stupende.

Che rapporto hai con i social?

Non li amo particolarmente: ho un rapporto complesso con i social, infatti non li aggiorno spesso.

Cosa guardavi da bambina?

Essendo cresciuta in una famiglia di giostrai ho passato la mia infanzia nei luna park, quindi non frequentavo molto il cinema. Vedevo molta televisione e la mia più grande passione erano i cartoni animati: se mi fermo a riflettere credo siano stati una buona palestra perché i tempi comici che utilizzano possono sostituire tante scuole di recitazione.

Che rapporto avevi da bambina con il mondo della fantasia? E oggi?

La fantasia è fondamentale: da bambina sognavo di fare questo lavoro e spero non sia solo frutto della mia immaginazione, che sia tutto reale. Oggi portare la fantasia nella realtà è davvero difficile… ma quella che ti salva spesso.

Un episodio off della tua carriera?

Ho lavorato spesso a teatro con Lillo e Greg: un’avventura! Quando eravamo in scena Greg ne combinava di tutti i colori: dalla quinta del teatro ci tirava le palline di carta con la cerbottana o nascondeva le scarpe a Lillo. Un’esperienza divertente che non dimenticherò mai!

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