Antonella Grippo, la sulfurea sparigliatrice di confessioni..

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Una voce imponente, adornata da una ruggente criniera dorata, riecheggia con piglio deciso nei meandri dell’etere: trattasi di Antonella Grippo, giornalista calabrese d’adozione, tornata a far tremare politici e politicanti con il suo leggendario format televisivo “Perfidia”.

Sopravvissuta alla mannaia delle censure e all’ira funesta di politici avvezzi a interviste accomodanti, “la sparigliatrice di Sapri”, che ha fatto conoscere il suo temperamento anche sulle reti ammiraglie di Rai e Mediaset, è scesa nuovamente in campo per acchiappare, con il suo forcone rovente, le incongruenze della classe politica regionale e nazionale.

L’editore del network calabrese LaC, Domenico Maduli, in vesti dantesche, pone sull’uscio dello studio, che alterna le tinte più o meno pure del corpo alle tenebre dell’anima, una Grippo eretica quanto raffinata, pronta a giudicare i “dannati” politici.

Ringhiando, con la lunga chioma che avvolge attorno al corpo tante volte quanti sono i Cerchi che il “dannato” di turno deve discendere, l’irriverente giornalista prende le sembianze, fortunatamente non fisiche, del giudice infernale Minosse, sollecitando le confessioni delle anime dannate.

Nella sulfurea quanto caustica trasmissione, da lei scritta e condotta, sottopone i suoi ospiti a domande incalzanti, ben distanti dall’usuale registro asservito dei convenevoli o dai discorsi preparati a tavolino.

La perfidia, quella mal celata nella politica, rappresenta il fil rouge del format tv, mediante il quale Antonella Grippo agguanta dalla mano i politici e, con ghigno beffardo camuffato da ironica cordialità, li conduce sull’orlo del burrone, ove giunge l’eco dei quesiti spietati con cui, di lì a breve, ne disvelerà debolezze e contraddizioni.

Non un semplice talk ma un avveduto percorso di analisi multidisciplinare, impreziosito da una squadra altamente qualificata che affianca la sparigliatrice: dall’avvocato del diavolo Giovanni Mazzei alla polemista di razza Alessia Bausone, insieme al notista politico Pietro Bellantoni , che con l’abate della Lega Nino Spirlì e il puntuto opinionista Alessandro Pagliaro, cercano di far sudare confessioni all’intervistato, su un inarrestabile tapis roulant, per poi farlo indagare sdraiato su un lettino dalla terapeuta e criminologa Monica Capizzano. Altro grande talento è quello di Carla Monteforte, surreale monologhista. Immancabile, nella sceneggiatura del programma unico nel suo genere per stilemi, vocazioni letterarie e blasfemie, è il confessionale, ove il politico di turno, inginocchiandosi, confessa inginocchiato i propri peccati a Sua Santità “El Diablo”, nella persona di Antonella Grippo.

I volti dei politici, ancora convulsi per aver accettato l’invito in trasmissione equiparabile a un doppio salto carpiato nel vuoto, vengono poi immortalati dal ritrattista Nino Florenzano, che con la sua mina acuminata ne tratteggia il profilo.

Così, mentre gli ospiti, reduci da circa due ore di satira, provocazioni e verità estorte, tentano di capire che pena gli spetterà scontare negli Inferi, Perfidia si conferma un programma che, rompendo gli schemi tradizionali del linguaggio televisivo, punta e scaglia le nefandezze politiche tra fiamme indomabili.

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