Dagli antichi egizi a Mr. Crowley ecco la Metafisica di Eros

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Particolare dell'anfora del IV secolo a.C. (opera del cosiddetto "Pittore di Afrodite") conservata al Museo archeologico di Paestum. La figura rappresentata è Afrodite, dea della fertilità, e richiama il suo arrivo sull'isola di Cipro: al suo passaggio la vegetazione esplode rigogliosa. La dea è circondata da due eroti con ali di colomba Xinstalker at Italian Wikipedia [CC BY 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/3.0)]

Se già Martin Heidegger aveva segnalato la possibilità, per il «pensiero poetante», di intravedere scorci di realtà interdetti al logos dialettico e razionale, Luca Valentini offre un’applicazione emblematica di tale metodo, calandolo nel mondo della Metafisica di Eros.

Valentini è un appassionato ricercatore indipendente, esperto di esoterismo e storia delle religioni, e noto, nell’ambito della divulgazione culturale, per la sua indefessa gestione del portale «Ereticamente».

Il suo saggio La dimora del sublime. Metafisica e Ierofania di Afrodite, pubblicato per le edizioni Progetto Ouroboros, con introduzione di Pierluca Pierini, prende le mosse dall’evoliana Metafisica del Sesso per approfondire, lungo percorsi carsici ma sempre metafisicamente confluenti, il tema dell’ontologia e ascesi erotica.

Lo fa, come anticipato, accostando una sezione di componimenti lirici a una dotta disamina, in forma saggistica, delle questioni cui la poesia ha analogicamente alluso.

Ne emerge un simbolico Rebis alchemico, una coincidentia oppositorum di verso e verbo: «Ciò che vive nell’Antro dei Due / ciò che dei Due compie il miracolo dell’Uno / non appartiene ai Due, né all’Uno, ma al Sacro» esprime ad esempio, con piglio elegiaco, il concetto secondo cui Amore è una «potenza primigenia e palingenetica, grazie alla quale è possibile l’accesso al mondo enigmatico quanto aristocratico del sovrasensibile (…) fino a realizzare la primordiale unità androginica, che è riconquista dello stato di non-dualità, che è assolutizzazione e mistico connubio dell’Uomo e della Donna».

Le due sezioni del volume, dunque, ripercorrono in parallelo, esprimendosi in forma poetica la prima, la seconda invece adottando l’impianto metodologico del comparativismo religioso e dell’ermeneutica mitico-simbolica, alcuni nuclei centrali della metafisica e ierofania di Eros, per come intesa nell’ambito del Pensiero di Tradizione.

Raccogliendo spunti sapienziali, filosofici e storico-religiosi tratti dal mondo egizio, greco, latino, cristiano-medievale e alchemico, combinandoli alla luce del pensiero di Evola, Kremmerz, Scaligero, Crowley e Klages, fra gli altri, Valentini mostra come l’arcaica potenza della dimensione erotica possa costituire, al di là della «pandemia sessuale» contemporanea, una via d’accesso privilegiata al dominio del sovrasensibile.

Una gnosi tutta occidentale, che palpita negli evocativi versi della poesia Linguaggio saturnio: «La Sapienza è di chi ama / e di chi nell’Amore ritrova il Nume».

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