Mario Giordano: “Con quella lettera a Feltri iniziò la mia carriera..”

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fonte ilgiornale.it

Ha infiammato le pagine dei giornali e gli studi televisivi. Mario Giordano si racconta a OFF.

Direttore, quando ha capito che avrebbe fatto il giornalista da grande?

«Facevo le elementari e sognavo di diventare astronauta. Poi mi resi conto di avere paura dello spazio e optai per la carriera di giornalista, anche perché già da piccolissimo andavo in giro col taccuino. Il primo articolo lo scrissi in terza media e da lì non mi sono più fermato. Mi iscrissi alla scuola di giornalismo di Torino e venni assunto dall’Informazione che, purtroppo, chiuse dopo un anno lasciandomi disoccupato. Dopo poco però, scrissi una lettera a Vittorio Feltri – all’epoca direttore de Il Giornale: lui lesse, ne rimase colpito, e mi diede una chance di scrivere un pezzo. Quell’articolo finì in prima pagina e io inizia a lavorare al Giornale. Erano gli anni 90».

Oggi invece il giornalismo fa fatica a dare opportunità concrete ai giovani…

«Sono ben consapevole della presenza in Italia di un grave problema di regolamentazione del giornalismo dal quale dipenderà il futuro dei giovani. Detto questo, voglio anche dire che se uno ha “il fuoco dentro” e sente questo mestiere bruciare dentro, alla fine in qualche modo riesce a farlo».

Cosa pensa dei social network, li usa?

«Li uso moderatamente. Se uno è appassionato di comunicazione d’altronde deve saperli usare. Tra l’altro proprio i maggiori social stanno assumendo giornalisti perché, giustamente, l’informazione di qualità si paga».

Come nasce Fuori dal Coro?

«Nasce da un suggerimento di Piersilvio (Berlusconi, ndr). Mi disse di portare in televisione quello che scrivevo sui giornali e dicevo da ospite nei vari talk, cercando di fare qualcosa di nuovo. Abbiamo iniziato dapprima come striscia quotidiana e ora siamo in prima serata con questo esperimento che ci sta premiando».

L’Italia sta attraversando un momento delicato. Questo governo gode di buona salute per lei?

«No. Il governo è in uno stato di debolezza assoluto, poiché nato con l’intento di non far votare gli italiani, che invece hanno dimostrato con fermezza di volere le urne. Il tutto per “comprare tempo” e aspettare (o sperare) che cali il consenso di Salvini. Mi preoccupa il fatto che un governo del genere possa anche durare fino a fine legislatura; tre anni e mezzo nei quali si affronterà anche l’elezione del Presidente della Repubblica».

Ci racconta un episodio OFF della sua carriera?

«Stavamo creando Fuori dal Coro e io mi misi alla ricerca di un regista tra quelli che conoscevo; l’azienda poi me ne presentò uno, incontrando il mio scetticismo. Stiamo parlando di Donato Pisani che, oggi, ha cambiato le sorti del programma trasformandolo in un successo. Donato è un fuoriclasse assoluto e se non lo avessi incontrato per caso forse il programma non sarebbe così».

Tutti conoscono Mario Giordano per il suo impegno giornalistico. Ma ha anche degli hobby?

«Amo scrivere e sono appassionato di sport, gioco a tennis, mi piace correre… e sono tifosissimo del Toro!»