Una sfida per non essere un giro omaggio nell’esistenza

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Lo pseudonimo di Stefano Boldorini nel nuovo libro dal titolo Il mio villaggio è Ratta, un poeta che vorrebbe concludere la sua esistenza in modo positivo: “morire bene”. Purtroppo per lui, preso dal suo desiderio, non si rende conto che la morte giunge a prenderlo: lo spirito di Ratta torna sulla terra e inizia a cercare di comprendere l’indole umana studiando il suo villaggio.

In questo nuovo testo si viene a conoscenza di un autore molto meditativo e attento allo spirito. Il confondere l’esistenza tra la modernità occidentale e un mondo lontano culturalmente come quello dell’India ha portato alla creazione di un libro che tramite la narrazione poetica conduce a porsi domande non scontare sulla vita e sulla morte. Immergersi nella lettura conoscendo i personaggi del villaggio è un piacere unico, una disperata galleria composta da operai, minatori, massaggiatrici orientali che compongono un rebus di storie unite a un riscatto finale: il libro cerca di creare una immagine di un villaggio socioculturale diversificato ma universale.

"Il mio villaggio", il nuovo libro di Stefano Boldorini

In un mondo occidentale in cui siamo abituati a non lottare Boldorini,
come ricorrenza lessicale, propone la parola sfida, presentata spesso con rabbia, l’invito dell’autore e del suo personaggio principale è quello di trovare un senso alla propria vita con coraggio, una sfida a non appassire giorno dopo giorno nel limitarsi a essere un giro omaggio nell’esistenza.

Un libro per conoscersi meglio, lanciando la sfida all’eterna routine dei nostri giorni.

La presentazione a Milano del nuovo libro di Stefano Boldorini “Il mio vilaggio” sarà sabato 9 novembre alle ore 18 presso la libreria Verso (Corso di Porta Ticinese 40) assieme ad Elena D’Incerti e Fortunato D’Amico.

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Fabrizio Fratus
Ha contribuito allo sviluppo di un dibattito scientifico e letterario sul neodarwinismo e la pornografia sviluppando diversi concetti antimodernisti e a favore dell’ideologia comunitarista basato sull’idea di un ritorno ad una vita sociale di tipo organicista in opposizione al modello dominante dell’individualismo, contribuisce a sviluppare un nuovo paradigma di vita comunitaria grazie alla decrescita felice, all’economia dell’autoconsumo partendo dal pensiero aristotelico in cui la famiglia è il centro della comunità. Si oppone fortemente al consumismo e al modello capitalista di tipo anglosassone. Convinto che presto vi sarà un ritorno al valore della famiglia naturale e alla vita comunitaria a causa della fine del ciclo economico denominato post-industriale. Sia la visione antidarwinista come quella sulla pornografia sono interpretazione per cui l’uomo viene condotto a una vita di tipo individualistica ed egoistica assolutamente da rigettare.