La rivoluzione è sovranista con Marco Gervasoni

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ph geralt

La buona notizia è che la profezia de La rivoluzione sovranista. Il decennio che ha cambiato il mondo (Giubilei Regnani, 2019, 203 pagine, € 14) di Marco Gervasoni si è realizzata. La brutta è che si è avverata a danno del suo autore. Eccola: «Non è che la stragrande maggioranza dei professori sia progressista, è che il campo accademico trasforma tutti coloro che ne fanno parte in progressisti.

Chi presenta posizioni diverse non viene fatto entrare nel campo, oppure, se per qualche ragione è riuscito a penetrarvi, viene messo ai margini e delegittimato».

Come è andata? Gervasoni è stato congedato dall’ateneo della Luiss, dove era titolare del corso di Storia comparata dei sistemi politici. Sanzionato perché ha scolpito su carta le triangolazioni di un potere globale che, a partire dalle università, non ama essere messo in discussione.

Un testo semplice, al netto della complessità degli argomenti trattati. Che spiega da dove sono venuti fuori Trump, Salvini, Le Pen o Bolsonaro. Volti di quel sovranismo che si è imposto come reazione alla globalizzazione e alla grande depressione del 2007-08.

Ma anche come ricetta per superare il mantra dell’austerità e ridare dignità a un ceto medio sempre più povero a livello mondiale. Sovranisti, dunque: gli ultimi alfieri della democrazia.