“I Quartieri”, non omologati con ottimismo

0

E’ uscito il 4 ottobre il nuovo album della band I Quartieri ed è stato battezzato con l’ironia tutta romana: ASAP, un acronimo, una sorta di codice fiscale che sta per AS SOON AS POSSIBLE. Ma boutade sul titolo a parte, il lavoro de I Quartieri e una cosa seria e soprattutto, diversa dal pop-trap che gira nelle radio (finalmente, dico!). Di matrice cantautorale è indubbio, lo confermano i testi, con uno sguardo oltre i confini musicali che arrivano ai Radiohead, a tratti i Coldplay. Lo stile, così personale e atemporale, invita all’ascolto ed è facile lasciare fuori qualsiasi sorta di interferenza perché ogni traccia sembra sospesa, in uno spazio a sé, ovattato e liquido. Fabio Grande, Paolo Testa e Marco Santoro si prendono una licenza dalla frenesia del quotidiano e considerando la loro giovane età, questo non può che rendergli merito.

ASAP apre l’album e raggiunge immediatamente il suo scopo: predisporre all’ascolto. ‘Tu mi vedi, io sono qua’ catalizza l’attenzione nel viaggio introspettivo e musicale. ‘Cosa credi che accadrà’ e si è pronti per le altre sette tracce a venire. La voglia di rompere gli schemi è potente in Siri e si concretizza subito dopo in una ballata senza retorica Vacanze su Marte (se non hai tempo non hai niente). Malinconica come la consapevolezza di non sapersi omologare ma con una spinta ottimista a non cedere che arriva dalle percussioni è Balla balla damerino. Una lunga passeggiata tra vicoli deserti è la sensazione che trasmette Vivo di notte. Sensuali, psichedeliche e delicate Raggio X raggio e Spiaggia bianca. Chiude l’album 6 e 45, romantico e tutto sommato profetico dopo l’ascolto (Dammi una carezza, questo è solo un sogno che si scioglierà…)

Certo è che questi tre ragazzi hanno il coraggio di non battere le strade consuete, mettendo cura nei suoni nella scelta delle parole (Fabio Grande ha anche il pregio di cantare in un italiano comprensibile e pulito nella dizione, altra rarità della discografia italiana). Probabilmente non faranno numeri da capogiro nelle hit ma penso anche a Battiato, Cammariere, Fabi e I Quartieri non sono distanti dal poter ottenere gli stessi riconoscimenti.

Articolo precedenteAggredito a Ponza promotore di CulturaIdentità
Articolo successivoCollezionare respiri: tu chiamala “art thriller” se vuoi
Mary Ferrara
La passione per l’Arte e la Comunicazione l’ha orientata inizialmente verso il Giornalismo, diventando critico teatrale, cinematografico e musicale. Successivamente ha ampliato la sua specializzazione nel linguaggio teatrale sotto la guida del Maestro Antonio Nobili come allieva ed assistente alla regia. Ha affrontato il palco in veste sia di attrice negli spettacoli ‘Il Canto di Danae’ (Regia di Serena De Simone), ‘Hamlet’, 'Casa di Bernarda Alba', ‘Nozze di Sangue’, 'Donna Rosita Nubile', 'La Calzolaia Prodigiosa', ‘Rocky Horror Picture Show’, ‘De Profundis’ (Regie di Antonio Nobili), ‘Personnages...in cerca d’autore (Regia di Cathy Marchand), ‘Piombo e Cocaina’ (Regia di Pietro De Silva), ‘Back At Freak Show’ (Regia di Tommaso Bernabeo), ‘Tutti al Macello’ (Regia di Antonio Cervigni), che regista di prosa, di musical (Lovecraft’s Tales, Ecabe, I Giganti della Montagna, Footloose, Musicology, RomeoFeatJuliet, Le Baccanti, Sogno di una notte di mezza estate, Musicology, Club 2.7, War e Mademoiselle C.) ed opera lirica (Il Flauto Magico e Bohème nel 2012, Attila, La Traviata e Don Giovanni nel 2013, Nozze di Figaro nel 2014). Dal 2010 è Vice Presidente e docente dell’Accademia di Recitazione ‘TeatroSenzaTempo’ di Roma. Attualmente è anche Caporedattore di Roma e del Centro Italia per la testata ‘Teatro.it’.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

undici − dieci =