Quando anche i quaderni di scuola erano arte

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A Valdagno, in provincia di Vicenza, è in corso fino al 22 settembre una mostra storica: “Leggere, scrivere, far di conto. 100 anni di scuola dall’Unità d’Italia alla fine degli anni ’50“, con opere del collezionista Egidio Guidolin. Nel periodo fascista perfino la pagella scolastica risentiva delle scelte del regime, che utilizzò questo documento per formare una nuova gioventù vigorosa, istruita e ideologicamente formata.

Ai primi modelli caratterizzati dallo stemma sabaudo con i fasci littori seguirono altri con una grafica più accattivante e di impostazione futurista, un nuovo look che faceva bella mostra di sé soprattutto sulle copertine dei quaderni i scuola, che fino a quel momento avevano una veste grafica dimessa per non dire assente.

A differenza dei libri di testo, infatti, le copertine non erano controllate dal potere centrale e pertanto il loro aspetto era affidato all’estro dell’iniziativa privata. Pagelle e copertine di quaderno erano spesso stampate con una grafica di elevata qualità e non è un caso che firme prestigiose si fossero cimentate in quest’arte editoriale, come Antonio Rubino, Roberto Sgrilli, Gino Boccasile: copertine colorate e vivaci, che sopravvissero alla fine del Fascismo negli anni successivi.

E a proposito di colori, la mostra vicentina presenta anche l’arte del fumetto: il 27 dicembre 1908 uscì il primo numero del Corriere dei Piccoli, inserto del Corriere della Sera e proprio lì viene collocata la data di nascita del fumetto italiano, con storie autoconclusive in una sola tavola sull’esempio americano. Il fumetto, in quel tempo, era visto anche come strumento di formazione: l’Italia sbandava nei giorni di Caporetto? Il Corriere dei Piccoli esordiva allora con il personaggio simbolo dell’ottimismo, il Signor Bonaventura. Il successo strepitoso dell’iniziativa diede ben presto luogo alla concorrenza: al Corriere dei Piccoli iniziò a far da contrappunto, infatti, il cattolico Il Giornalino.

Il fumetto vero e proprio, svincolato da messaggi didascalici, sarà in edicola solo nel 1932, con Jumbo, mentre poco dopo l’editore Nerbini pubblicherà il primo numero di Topolino. Nel 34 usciva L’Avventuroso, poi L’audace e nel 35 L’Intrepido, mentre Il Vittorioso nacque nel 37 e sopravvisse fino al 1966, grazie all’apporto di straordinari disegnatoti come Jacovitti, inventore del leggendario Cocco Bill.