Brignano, il “tassinaro” che sogna un’altra vita

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Brignano, il

Un tassista romano, Gianni, con moglie e due figli, e il sogno di dare una svolta alla sua vita. L’occasione gli si presenta nel corso di una giornata di lavoro, allorché una ricca coppia in crisi in partenza per le Maldive – alla ricerca di un’intimità smarrita a causa del tradimento di lui –dimentica nel taxi di Gianni le chiavi della lussuosa villa ipertecnologica.

Dopo un goffo tentativo di restituire le chiavi in un aeroporto affollatissimo, ecco che Gianni accarezza l’idea di curiosare nel ‘nido’ della coppia, introducendosi nella villa che rimarrà vuota per tutta la durata del viaggio. Ben presto, travolto dal lusso e dagli agi di una vita ‘altra’ che porterà con sé un mare di emozioni, salirà su questa ‘giostra’ che lo condurrà sino all’incontro fatale con la bella Lola, che gli cambierà per sempre la vita.

Quello dello scambio di identità è un tema non nuovo del cinema italiano. Uno degli ultimi esempi in tal senso ci è stato offerto da Modalità Aereo di Fausto Brizzi, senza andare a guardare indietro al grande esempio dato dall’indimenticabile Borotalco di Carlo Verdone.

Il film di Alessandro Pondi, Tutta un’altra vita – in sala dal 12 settembre – ha certamente degli stimoli interessanti e un cast di tutto rispetto. Ad affiancare Enrico Brignano, Paola Minaccioni nei panni di sua moglie, Ilaria Spada (‘Lola’) e Giorgio Colangeli (papà di ‘Lola’). I temi sono interessanti e stimolano finanche ad una qualche seria riflessione:  il desiderio di spensieratezza e di freschezza dopo anni di matrimonio e figli e una routine fatta di mutuo, bollette et similia, va assecondato, rischiando di mandare tutto a rotoli, o è bene reprimersi perdendo mille occasioni di felicità potenziale? – senza perdere la leggerezza della commedia.

L’opera manca tuttavia di quel pathos, di quell’angosciante attesa che qualcosa possa andare storto in questo “equilibrismo” tra le due vite di Brignano, mentre invece tutto scorre come nulla fosse tra continue sliding doors, appiattendo il ritmo e assimilando il film ad un cinepanettone fuori stagione.