Quel libro cult di filosofia sotto le illustri lenzuola…

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Venticinque anni fa moriva l’icona Moana Pozzi (Genova, 27 aprile 1961 – Lione, 15 settembre 1994). La ricordiamo con quel suo libro di pagelle inedite, provocatorie come la sua biografia, che Giovanni Terzi aveva commentato in questo articolo. (Redazione)

I libri di Camilleri, Moccia, De Bortoli o Cannavacciuolo ma anche Pennac o George Orwell oramai si possono comprare ovunque, non solo nelle librerie, ma anche sui siti internet quasi qualsiasi cosa è acquistabile .

Dico quasi a ragion veduta perché c’è un titolo che è introvabile.

L’ho cercato per librerie e per siti ma soltanto su Amazon appare in una sola copia in vendita al prezzo di 283 euro.

Quale sarà quest’autore e cosa conterrà questo introvabile libro?

L’autore è Moana Pozzi ed il libro è “la filosofia di Moana” dove la donna icona del sesso italiano dava, nel 1991, i voti ai propri amanti a letto.

Un libro “cult” che dà nomi e cognomi di personaggi illustri tra le lenzuola.

Così si scopre che Beppe Grillo, grande amatore, si merita un bel 7.

Moana così lo racconta: “lo conobbi una sera d’agosto del 1985 alla Gritta, un bar di Portofino, ovviamente aveva la battuta pronta e mi fece morire dalle risate. Mi piacciono gli uomini spiritosi e decisi di passare con lui quella stessa notte. A letto ci sapeva fare ed era dolcissimo. Ci siamo frequentati per tre mesi, poi ci siamo persi.”

A Marco Tardelli spetta addirittura un 8, il voto più alto. “Trovavo eccitante il suo comportamento spontaneo e dolce come un ragazzo alle prime armi. Nel periodo in cui ci siamo frequentati facevamo raramente l’ amore, a causa dei suoi continui viaggi e ritiri con la Juventus, però stavamo al telefono per ore, parlando soprattutto di sesso”.

Bocciato invece un altro calciatore, il brasiliano Falcao con un 5 senza possibilità di riscatto: “carino e con un bel corpo, ma troppo sbrigativo“ e Massimo Ciavarro a cui la diva hard diede la sufficienza ma si lamentò in quanto non si tolse le mutande durante l’amplesso

Su Roberto Benigni Moana Pozzi dedica una pennellata ironica “mi infilai; nel letto mentre dormiva con una sua amica; Benigni si svegliò e cominciò a correre per tutta la stanza nel suo abbigliamento da notte (canottiera di lana, mutande e calze), gridando: “Ma io mi vergogno”.

Rimangono senza voto Robert De Niro, mentre Luciano De Crescenzo merita un bel 7 e Massimo Troisi una misera sufficienza.

Sarà in edicola venerdì 6 settembre in allegato a Il Giornale al prezzo di 1 euro, il nuovo numero di CulturaIdentità, il magazine mensile fondato da Edoardo Sylos Labini e diretto da Alessandro Sansoni

LEGGI CULTURAIDENTITA’

La presentazione di La filosofia di Moana avvenne il 30 novembre de 1991 all’Osteria dell’Orso alla presenza di una quindicina di giornalisti. La sobrietà della cerimonia era già stata anticipata da Moana alla Laurenzi, giornalista di “la Repubblica”: «Farò soltanto una cena ristretta con una quindicina di giornalisti a fine novembre, pochi giorni prima che esca il libro. Nessuna presentazione nuda alla Busi, nessuna festa cretina e dispersiva. Non è certo un libro che ho fatto per guadagnare dei soldi, anzi, per ora ce ne ho solo messi di tasca mia: più di 60 milioni per stampare 20 mila copie, mi sembra una follia. E poi quanto tempo ci ho speso: l’ho scritto, riscritto, cancellato, mi sembrava misero. E la scelta delle foto: le più significative della mia carriera, più quelle del mio album personale, io a sei anni con papa, a sette con la classe, io che faccio la prima comunione» (“la Repubblica”, 2 novembre 1991). Moana accoglie i suoi ospiti in culottes e reggipetto di paillette nere sotto una vestaglia di seta nera lunga, stretta in vita da un solo bottone con gonna a ruota, maniche lunghe con polsi e spalle decorate in paillette e perle nere. Così, infatti, ancora oggi la vediamo sorridere porgendo il suo libro.

Per sostenere l’immagine di scrittrice Moana realizza un bel servizio fotografico con Elena Somarè con la famosa Olivetti lettera 35. In alcuni scatti la vediamo pensierosa e concentrata dietro la macchina da scrivere, altri in pose più ironiche e abiti più succinti accanto ad essa.

L’uscita del libro fu preceduta da un certo clamore soprattutto per la curiosità sugli amanti di Moana di cui la pornostar ha promesso di dichiarare nome e cognome e di valutarne le performances con dei voti. Così accanto a Luciano De Crescenzo che alla notizia del libro telefona a Moana per sapere un po’ ansiosamente la sua “pagella”, troviamo il più flemmatico Arbore che dichiara «Se c’ero dormivo» (“L’Espresso”, 17 novembre 1991), la difesa d’ufficio dell’allora compagna dell’ex tennista Nicola Pietrangeli, Licia Colò e la grande ombra di Bettino Craxi, l’unico di cui Moana non abbia fatto il nome.

Insomma a distanza di un quarto di secolo la regina dell’eros fa ancora parlare di sé.

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2 Commenti

  1. alberi sprecati per storie (senza capo ne coda mi pare di captare nelle parole della scrivana per caso) ma pur sempre vere, vissute nella libertà di esprimere e condividere i propri desideri sessuali senza nuocere nessuno! di alberi piu che sprecati ne sono colme le librerie, di storie inventate, romanzi di corna e tutta quell’infinità di cazz…te stampate su tonnellate di carta a scopo unicamente di lucro hehehe per non parlare poi della carta sprecata dai gossippari per la quale, probabilmente, la signora patrizia spende quattrini! cordialità

    • io buffone? non mi pare di aver offeso nessuno….questa volta senza cordialità cara la nostra signora hehehe

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