Claudio Caligari, l’irregolare del cinema che tutti vorremmo ancora qui

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Il film su Claudio Caligari presentato a Venezia

Muoio come uno stronzo e ho fatto solamente tre film”. Con questo epitaffio Claudio Caligari consegnò la sua biografia e la sua scarna filmografia all’amico fraterno Valerio Mastandrea, che era riuscito a riportarlo “a casa”, su un set, dietro una macchina da presa, a 17 anni dal suo ultimo film, “L’odore della notte“, di cui Mastandrea era stato interprete.

Caligari era già malato, ma riuscì a completare “Non essere cattivo“. “Se c’è un aldilà sono fottuto. Vita e cinema di Claudio Caligari“, documentario firmato a quattro mani da Simone Isola e Fausto Trombetta e prodotto da Kimera e Rai Cinema, ci parla di lui.

Il film su Claudio Caligari presentato a Venezia

E’ stato presentato a Venezia, che nel 1983 applaudì il primo lungometraggio caligariano, quell’“Amore Tossico“, spaccato della periferia di Ostia tra eroina e vite senza sbocchi, assurto a piccolo cult per generazioni.

Sembrava il trampolino verso una luminosa carriera e invece seguirono soltanto altri due film e tanti anni persi tra copioni scritti e incompresi da un cinema italiano che viaggiava spedito verso il conformismo e l’omologazione.

Il lavoro appassionato di Isola e Trombetta, tra testimonianze, foto e backstage, serve un po’ a tutti noi, per ricordare il miglior regista italiano che abbiamo mai avuto.

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