Dolasila, l’invulnerabile guerriera ai tempi della Dea Madre

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Secondo Johann Jakob Bachofen, nel Paleolitico l’uomo esercitava un potere draconiano sulla donna grazie alla sua maggiore possanza fisica. In quell’epoca regnava inoltre un’assoluta promiscuità sessuale, tanto che la copula avveniva pubblicamente e collettivamente, senza instaurare alcun legame duraturo. Tutto ciò causò una ribellione armata femminile, definita amazzonismo, volta a ottenere migliori condizioni di vita per le donne che ebbe come conseguenza la nascita del matrimonio e del dominio matriarcale, definito anche demetrico in ossequio all’osservanza dei culti della Madre Terra. Joseph Campbell sostiene che tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’Età del Ferro (circa 1250 a.C.) questo modello politico-sociale venne soppiantato dall’arrivo di bellicose popolazioni indoeuropee, che conquistarono il potere introducendo il sistema patriarcale.

Adriana Comaschi sceglie di occuparsi dell’argomento dianzi esposto con La Rajetta (Tabula Fati, 2019, 169 pagine, 11,90 euro), romanzo di sword and sorcery in cui ci trasporta nella Ladinia preistorica, e in particolare nei territori dei Fanes, rigidamente governati da un sistema matriarcale.

Questa tradizione selenica, rispettata da tempo immemore, comincia a subire un’inesorabile erosione da parte della società civile, dato che Rajes, consorte della regina Moltara, ordisce un complotto per assegnare il potere agli uomini e sovvertire l’ordine costituito insieme ad alcuni esponenti delle élite locali.

Ironia della sorte, Dolasila è la primogenita nata dall’unione degli sposi e solo successivamente viene alla luce Ègula. Pertanto solamente a lei spetta lo scettro del comando. Educata come un uomo, la ragazza manifesta sin dall’infanzia un’indole guerriera che la rende predestinata a guidare il suo popolo. Infatti i nani di Latemar forgiano per la giovane un’armatura di ermellino bianco che la rende invulnerabile a qualsiasi arma umana, mentre alcune canne germogliate dal loro lago le forniscono frecce infallibili. Tuttavia le creature soprannaturali profetizzano mestamente che: «Sarai una guerriera invincibile, la più grande, la più forte, ma solo fino a che non ti sposerai».

La Rajetta (Tabula Fati, 2019, 169 pagine, 11,90 euro), romanzo di sword and sorcery Adriana Comaschi in cui ci trasporta nella Ladinia preistorica

In effetti, l’apparizione sul campo di battaglia di Dolasila impaurisce anche il più scafato combattente, le sue abilità marziali la rendono un’amazzone ferale e la sua intelligenza tattica garantisce ai Fanes folgoranti vittorie e la conquista di ampie fasce di territorio nemico. Come ben sappiamo la fortuna è però una musa capricciosa e non arride per sempre agli uomini. L’amore di Dolasila per il suo scudiero, l’incrinarsi del rapporto affettivo con suo padre, la comparsa di una possente coalizione di tribù paleovenete e alcune vili congiure comporteranno repentini cambi di fronte in ambito politico.

Ne La Rajetta viene messa in scena con maestria una tragedia moderna in cui viene descritta la fine del periodo demetrico e l’inizio di quello uranico, dove due grandi civiltà collidono e si combattono senza concedersi quartiere, in un conflitto che echeggia quello mitologico tra dèi e titani, quando gli oscuri discendenti della Dea Madre vennero sconfitti dai luminosi olimpici.