Alberto La Neve, jazz notturno come un quadro di Hopper

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I dipinti dello statunitense Edward Hopper sono stati il punto di partenza per Night Windows, ultimo disco del sassofonista e compositore Alberto La Neve

I dipinti dello statunitense Edward Hopper sono stati il punto di partenza per Night Windows, ultimo disco del sassofonista e compositore Alberto La Neve. “E’ un omaggio ad una grande personalità artistica e una nuova finestra notturna, dalla quale poter osservare il mio mondo musicale“, spiega Alberto.

Otto i brani – uno dei quali, Room in Brooklyn, ci fa ascoltare la voce di Fabiana Dota – improntati al minimalismo sonoro per raccontare la solitudine dell’essere umano.

Calabrese, La Neve si è avvicinato alla musica grazie alla banda del suo paese. Dell’infanzia a Cosenza e dei suoi esordi ama ricordare il suo il suo approccio libero e creativo nel trattare i suoni e la musica. 

Sin   da   bambino   ho   cercato   di   distaccarmi   fortemente   da   un   metodo standardizzato e accademico che sempre più predomina nella visione estetico-musicale contemporanea“.

I dipinti dello statunitense Edward Hopper sono stati il punto di partenza per Night Windows, ultimo disco del sassofonista e compositore Alberto La Neve

Il suo anticonformismo gli ha permesso di distinguersi ma non è stato sempre visto di buon occhio: “In una delle prime esperienze la mia caparbietà nell’affrontare il jazz in modo differente rispetto alla norma non fu apprezzata da un musicista che in quella occasione ospitavamo“.

In giro per l’Italia per presentare live il suo ultimo lavoro discografico, il musicista anticipa infine i prossimi progetti: “In autunno uscirà un disco strutturato e pensato insieme al chitarrista Francesco Mascio. Un   lavoro   estremamente contaminato, contenente nostre   composizioni   ispirate   al   Mediterraneo e che avrà come ospiti il vocalist libico Esharef Ali Mhagag, il Griot del Gambia Jali Babou Saho e la cantante partenopea Fabiana Dota”.