La verità sulle stragi in Valpolcevera e Bolzaneto

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Un lavoro di ricerca certosina tra documenti d’archivio e testimonianze dirette, alcuni episodi tristemente noti, altri persi nel tempo o occultati con dolo da decenni di storiografia parziale e retorica resistenziale. In tale ottica, la ricerca di una verità che si sostanzia nei dati, senza forzature ideologiche, è stata riportata da Gabriele Parodi e Paola Coraini in Chiedi al torrente. Le stragi partigiane in un quartiere della «Grande Genova», Valpolcevera 1943-1945 (Italia Storica, 2019, 190 pagine, 18 euro).

Un saggio scevro da intenti revisionistici – la maggior parte delle prove sono negli archivi della Resistenza, addirittura nelle dichiarazioni e nei memoriali dei partigiani stessi, proprio per evitare strumentalizzazioni – ma senza edulcorazioni. In Valpocevera e a Bolzaneto, furono circa 1.900 le vittime di coloro che per decenni sono stati definiti “liberatori”, quei partigiani dipinti come eroi, che non risparmiarono donne e civili, esseri umani senza colpa, probabilmente inconsapevoli di una guerra di odio e rivalsa. Per tanto, troppo tempo ci siamo dimenticati del sangue non solo dei vinti ma anche di quello di coloro che non avrebbero voluto né vincere né perdere, semplicemente non c’entravano nulla.

2 Commenti

  1. Io ho comprato i libri Gianfranco Stella due tomi da 600 pagine l’uno. C’è tutto quello che si può sapere ,perché molto non si saprà mai . Corredati da foto, date e luoghi delle imprese dei liberatori.Alla fine si resta storditi davanti a tanto sangue sparso ed a tanto odio.

  2. MIA MAMMA CHE HA VISSUTO LA GUERRA SULLE SUE SPALLE MI HA SEMPRE RACCONTATO DI TUTTE LE NEFANDEZZE PERPETRATE DA QUESTI BASTARDI CHE SI DEFINISCONO PARTIGIANI OLTRE A RUBARE AMMAZZARE PERSONE INNOCENTI VIOLENTAVANO E CHI PIU’ NE HA PIU’ NE METTA IO QUESTI BASTARDI NE HO CONOSCIUTI MOLTI PER FORTUNA SONO TUTTI MORTI ORA LA MAGGIOR PARTE ALCOLIZZATI MORTI DI CIRROSI COMUNQUE TRA SOFFERENZE

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