Pensieri in tempesta contro il mondo globale

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Il sangue e la terra. Vi sono forse elementi più evocativi, più forti, più potenti, sia a livello semantico che simbolico, di significante e significato, di questi due elementi? Vi sono forse due termini che più di ogni altro rimandano alle origini, all’identità, all’appartenenza profonda?

“Sangue e terra. Pensieri in tempesta contro il mondo globale” (Passaggio al bosco, 2019, collana Bastian contrari, 174 pagine, 15 euro) di Gian Marco Concas, capitano della C-Star, la nave degli identitari europei che al largo delle coste libiche ha documentato e smascherato i traffici delle Ong, ci svela i meccanismi dell’omologazione mondialista, i reali intenti di chi vuole imporci un’immigrazione di massa presentata come ineluttabile, gli sconcertanti piani dei “signori della globalizzazione”.

"Sangue e terra. Pensieri in tempesta contro il mondo globale" di Gian Marco Concas, capitano della C-Star, ci svela i meccanismi dell'omologazione mondialista,

Una disamina che parte dall’Inghilterra del Commonwealth per terminare nell’Italia del terzo millennio, a testimonianza di come il fil rouge che lega eventi storici a differenti epoche e latitudini sia il tentativo di distruggere l’identità in nome di una società liquida: l’esaltazione di una presunta modernità (in contrapposizione col concetto di tradizione) che tutto tollera in nome di un pericoloso relativismo culturale e di uno sfrenato individualismo.

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