Francesca Luce Cardinale: i consigli di zia Claudia e quell’incontro con Al Pacino

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Francesca Luce Cardinale: i consigli di zia Claudia e quell'incontro con Al Pacino
fonte Take Off Artist Management

Il tempo a disposizione è poco. E Francesca Luce Cardinale, nipote dell’icona mondiale Claudia Cadinale, sta per salire sul palcoscenico dell’undicesima edizione delle “Giornate del Cinema Lucano” di Maratea in qualità di madrina della prima serata della kermesse di celluloide che si svolge sulle coste della Basilicata. L’importanza dello studio nella sua carriera di attrice emergente, quella volta in cui incontrò il premio Oscar Al Pacino in un workshop di formazione e i ruoli che negli anni ’60  furono di sua zia e che la bella Francesca amerebbe interpretare.

Quanto conta la formazione nel mestiere dell’attore?

Conta moltissimo. Ho studiato tanto. Vengo dalla danza, quindi dal lavoro sul corpo. Poi ho intrapreso un percorso con il teatro e così, quando mi sono sentita pronta, ho deciso di entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

Un episodio off e particolare del periodo in cui studiava?

Ho lavorato con numerosi actor coach di livello internazionale, tra cui Ivana Chubbuck, Susan Batson e Juan Carlos Corazza, che collabora con Javier Bardem e Penélope Cruz. Durante un workshop in particolare, quello con Bernard Hiller, ho provato l’emozione di incontrare Al Pacino.

Tra i  diversi ruoli qual è quello che ha lasciato il segno nella sua carriera appena iniziata?

Ce ne sono tanti, anche minori. Forse quello che mi ha segnato maggiormente, perché è stato il primo, è il personaggio che interpreto nel film “Anni felici” del regista Daniele Luchetti. Quel ruolo, anche se secondario, ha caratterizzato il mio debutto grazie all’esperienza che ho fatto con Daniele. Lì ho capito che non esistono ruoli più o meno importanti.

Il tempo è poco e Francesca Luce Cardinale sta per salire sul palcoscenico dell'undicesima edizione delle “Giornate del Cinema Lucano” di Maratea

Take Off Artist Management

Il suo è un cognome impegnativo. Uno svantaggio per lei dal punto di vista lavorativo?

No, ho sempre ricevuto commenti positivi. Perché mia zia Claudia ha lasciato un patrimonio meraviglioso al cinema italiano. Per un periodo avevo un po’ paura dei casting e che il cognome potesse essere fuorviante. Ma non ho trovato difficoltà.

Che rapporto ha con sua zia Claudia?

Un rapporto bellissimo, la sento spesso.

Sul piano professionale le dà consigli o a casa non si parla di recitazione?

Certo che se ne parla. Ha girato più di cento film, forse 150, quella è stata la sua vita. Il cinema è uno degli argomenti principali perché anche io ho scelto di fare l’attrice.

Quale personaggio portato al successo sul grande schermo dalla giovane Claudia Cardinale le piacerebbe  interpretare?

Mara de “La ragazza di Bube” di Luigi Comencini o “Bianca” del film ”La viaccia” di Mauro Bolognini.

Come va l’amore nella sua vita?

Sono sempre innamorata. Anche se devo dire che sono più fortunata con gli amici.

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