“Quelle sere col Cav e Urbano Cairo per svegliare il teatro italiano..”

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E’ possibile leggere l’articolo integrale sul numero di luglio di CulturaIdentità ancora in edicola

Nel 1979 Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri, Gianni Letta e Luigi Foscale posero le basi per ridestare il teatro italiano dalle vecchie ideologi; l’obiettivo era il rinnovamento della scena di prosa e del modo di produrre a partire da “Teatro 5”, la casa di produzione teatrale composta da Mediaset, Publitalia ’80 e Teatro Manzoni. Il Cav sancì il progetto di Palcoscenico 5, destinato a risvegliare la bella addormentata, cioè la drammaturgia italiana: in quell’impresa Berlusconi fu coadiuvato dall’astro nascente Urbano Cairo, che da quel giorno di strada ne ha fatta.  Ce lo racconta Salvatore Aricò, già direttore del Teatro Manzoni di Milano, nell’articolo sul numero di luglio di CulturaIdentità in edicola (Redazione).

Berlusconi-Zeffirelli, un amore a teatro

40 anni di passione e racconti inediti tra Gassman, Albertazzi, la Cortese e Rossella Falk

[…] Ma fecero soprattutto scandalo nel teatro italiano le innovazioni imprenditoriali del dottor Berlusconi che seguiva quotidianamente dall’ufficio rosso della prima scalinata della Galleria Manzoni , dove riuniva ogni sera il suo staff, precedendo le prime degli spettacoli. […].

Gli anni esaltanti di “Palcoscenico 5”

Fu annunciato un programma quinquennale di allestimento e co-produzioni 1981-1985 che vide per la prima stagione la direzione artistica di Franco Zeffirelli con “Maria Sturda”, protagonisti Valentina Cortese, Rossella Falk e il debuttante Massimo Ghini […]. Seguì quella memorabile di Vittorio Gassman di “Macbeth” […]. Gli allestimenti di “Teatro 5” che seguirono furono alcuni indimenticabili recital di Giorgio Albertazzi.

Berlusconi impresario

Clamorosa la sua decisione a partire dalla “Stuarda” di far pagare il biglietto alle Poltronissime delle prime 10 file della platea 50.000 lire. Egli sosteneva , nel momento del suo maggiore successo imprenditoriale, che il pubblico avrebbe accettato tale cifra perché era innanzitutto un prestigio andare a vedere il Cartellone del Teatro Manzoni. E così accadeva ogni sera![…]

Le sorprese continuano sul numero di luglio di CulturaIdentità in edicola