Alessandro Meluzzi: “Fermiamo questa deriva globalista”

0
1355

Alessandro Meluzzi, 63 anni, psichiatra, criminologo, accademico e opinionista controcorrente. Oggi si racconta a OFF…

Professore, da dove è cominciata la sua carriera?

Subito dopo la laurea in medicina mi sono specializzato in psichiatria a Torino, ho insegnato alla scuola di specializzazione e ho fatto anche il primario. Poi nel ‘94 sono stato eletto deputato per Forza Italia battendo Chiamparino a Mirafiori e sono stato a Roma per 5 anni. Dopodiché ho insegnato genetica del comportamento umano all’Università di Siena e ho iniziato a occuparmi di criminologia e di scienza forense…

Lei è prima di tutto un uomo di cultura. Cosa dovrebbe fare dunque questo governo per la cultura oggi?

Credo che il governo prima di tutto debba cercando di fermare questa deriva globalista immigrazionista che cancellerebbe l’identità e la cultura di un paese che secondo l’UNESCO contiene il 70% dei beni culturali. Se tutto questo verrà cancellato diventeremo per davvero l’Eurabia, come profetizzato da Oriana Fallaci anni addietro.

Sei lei fosse al governo cosa farebbe per la cultura come prima cosa?

Se fossi io al governo cercherei di risvegliare il sentimento nazionale in tutti i modi e in tutte le forme, attraverso la propaganda delle arti, della cultura, della filosofia, della musica, della pittura, della letteratura, del melodramma. Farei una grande campagna di riscoperta degli autori del pensiero italiano, che in questo momento è calpestato e disconosciuto.

Cosa ne pensa invece del caso Sea Watch?

Penso che Carola Rackete sia un’attrice. Un po’ punk, vegana, ricca e figlia di un armaiolo tedesco ed ex militare. C’è un grande disegno pilotato da persone potenti, molto potenti, rispetto al quale lei è una semplice pedina.

Meluzzi secondo lei l’emergenza migranti, “l’invasione”, esiste?

L’emergenza migranti esiste eccome, nel senso che ci sono 200 milioni di giovani africani che vorrebbero venire in Europa: e hanno delle ottime ragioni per volerlo. Per esempio quella di poter fruire di un welfare che i nostri nonni hanno costruito faticosamente. La pressione sulle nostre coste se non verrà affrontata adeguatamente dall’Europa, nei prossimi anni risulterà fatale per l’Italia. Teniamo anche conto che le altre frontiere europee sono blindate, come ad esempio quella francese e quella tedesca dove abbiamo visto cosa succede a chi attraversa clandestinamente.

Ci racconti del suo impegno religioso…

Sono stato dapprima diacono della chiesa greca cattolica, poi mi è stato chiesto di diventare diacono latino ma la congregazione della fede rispose che essendo stato massone non sarebbe stato possibile (perché un massone è massone per sempre). Ora mi sono accostato alla chiesa ortodossa italiana come vescovo dove mi occupo di evangelizzazione, predicazione, celebrazione dell’eucarestia e coordinamento del nostro piccolo sinodo.

Ci racconta un episodio OFF della sua carriera?

L’incontro avuto con don Pierino Gelmini nel ’94 è stato decisivo per me. Ero stato appena eletto deputato e mi sentivo molto (troppo) potente e con un grande futuro nel mondo berlusconiano. Don Gelmini mi ricordò di mantenere i piedi per terra, perché quella città che era Roma e quella politica mi avrebbero altrimenti logorato. Cominciai così a collaborare con la Comunità Incontro, che cambiò la mia vita.

Per concludere, che opinione si è fatto circa gli affidi illeciti di minori a Reggio Emilia?

Siamo alla vergogna assoluta. Sta emergendo un sistema entro il quale da molto tempo dei clan di pseudo psicologi e assistenti sociali tolgono i bambini dalle famiglie povere per darli a famiglie ricche disposte a pagare. L’unico modo per superare questi momenti difficili, in un’Italia attraversata da scandali, è una grande rivoluzione di tipo culturale.