Quando il brutto è di una bellezza commovente..

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Robert Madison

Dopo aver visto Finché c’è acqua c’è speranza, cortometraggio di 8 minuti diretto da Massimo Bevacqua, non si può fare a meno di riflettere sul problema dell’inquinamento.

Due vecchi amici, interpretati da Robert Madison e Federico Scribani, si ritrovano dopo tanti anni su una spiaggia romana dove vanno a fare surf, e iniziano a parlare delle loro vite; per entrambi la spiaggia è un luogo stupendo dove fuggire da una routine monotona, ma non sembrano accorgersi di tutta la plastica che la inquina.

L’intento del regista appare chiaro fin dall’inizio: il corto serve a denunciare l’indifferenza con la quale ci si abitua allo sporco che ci circonda: in tal senso è ironica una scena in cui il personaggio di Madison definisce “commovente” il panorama di fronte a lui, tanto che sembra abituarsi più al brutto che al bello.

Bevacqua ha spiegato che l’idea gli è venuta dopo che le strade di Roma si sono riempite di spazzatura in seguito a uno sciopero dei netturbini dell’AMA, ma la gente non sembra farci caso.

Le scene volte a sensibilizzare sono rese egregiamente sia dalla fotografia che dalle interpretazioni dei due attori, entrambi molto convincenti. Il corto è uscito all’Aqua Film Festival.