Maria Elena Capitanio e quel femminismo “fuori dal coro”…

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Suffragettes, new York Times, Wikipedia

Dopo il successo dell’esordio con Comunicare da leader. L’arte di convincere nell’era della post-verità Maria Elena Capitanio torna in libreria, rivolgendo il suo sguardo verso un fenomeno che ha radici profonde e che ancora oggi batte costantemente sulle pagine delle più importanti testate nazionali e internazionali. Stiamo parlando femminismo, al quale la giornalista e scrittrice dedica il pamphlet in uscita il 20 giugno intitolato La deriva del femminismo. Dalle suffragette al movimento Me Too (Historica, 2019, 183 pagine, 13 euro), con una prefazione di Francesco Borgonovo. Nel libro, l’autrice parte nella sua analisi dal movimento delle suffragette, compiendo un excursus nella storia dell’identità e della lotta femminile, condannando gli estremismi e cercando di intravedere insieme al lettore una strada dialogica e costruttiva verso l’emancipazione. Il punto di arrivo è invece un analisi di quel movimento #metoo che ha riscosso tanto successo alla nascita, per poi essere rapidamente superato. Capitanio compie dunque un viaggio rigoroso e a tratti emotivo nell’identità femminile e nella lotta per la parità dei diritti, dando spazio ad ampie riflessioni “fuori dal coro”, rompendo tabù che da anni circoscrivono il dibattito e lanciando anche audaci interrogativi sul futuro del femminismo in Italia e nel mondo.