Una bocconiana redenta ci svela il mito del paradigma economico

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Una bocconiana redenta ci svela il mito del paradigma economico
fonte ilariabifarini.com

In questi ultimi anni lo scontro politico si è concentrato sulle scelte economiche in cui il paradigma dell’austerity ha dominato per scelta o, più spesso, per costrizione da parte dell’Unione Europea.

Già presente in libreria con testi che attaccano in modo sicuro e assoluto le politiche economiche degli ultimi dieci anni, ecco un nuovo libro di Ilaria Bifarini, bocconiana redenta e oggi tra i maggiori rappresentanti della corrente a sostegno dell’uscita dalla moneta unica. Il primo libro del 2017
(Neoliberismo e manipolazione di massa. Storia di una bocconiana redenta) della Bifarini si colloca già come un vero e proprio manuale di attacco alla visione neoliberista

Ma è con il nuovo libro Inganni Economici. Quello che i bocconiani non vi dicono che la giovane economista presenta in modo specifico come i “bocconiani” trucchino le carte per manipolare la realtà. Le premesse per creare un nuovo fronte di discussione sul tema economia sono tutte in tavola.

Il nuovo libro di Ilaria Bifarini sugli inganni economici dei bocconiani

L’attacco è ben servito con una presentazione della “scienza economica” come inesatta e spesso sbagliata. Le scienze economiche rientrano nelle scienze sociali e studiano la produzione e il consumo di beni e servizi atti a soddisfare i bisogni (reali o fittizi) delle persone, studiando anche le scelte specifiche individuali per poter adattare i mezzi odierni alle maggiori richieste degli uomini.

Le scienze sociali sono giovani e iniziano a svilupparsi con sempre maggiore interesse all’inizio dell’800, facendo leva sull’idea che i fatti sociali si possano studiare come fatti naturali. L’impostazione della Bifarini, quindi, è ben congegnata, mettendo il lettore a conoscenza della realtà economica e del modi in cui gli economisti si ritrovano sempre a rincorre dichiarazioni e predizioni smentite dalla realtà dei fatti.

Ilaria Bifarini spiega che il paradigma economico è basato su miti infondati. Nel testo racconta come tramite l’inganno e il ricatto del debito pubblico i cittadini vengano privati di stato sociale, tutele del lavoro, in nome dell’Austerity.

Il libero mercato non è infallibile, anzi, per la Bifarini è un male e soprattutto lo è in quanto imposto all’opinione pubblica con menzogne e propaganda. L’Unione Europea ne è la massima espressione.

Un testo che colloca l’autrice nella sfera dei sovranisti di tipo nazionalista in opposizione al ricatto finanziario dei mercati privi di scelte in campo di economia politica. Conoscere la posizione della Bifarini, come quelle degli economisti quali i professori Bagnai e Rinaldi, aiuta a comprendere meglio lo scontro di tipo economico in atto a livello europeo e mondiale.

12 Commenti

  1. Vado ad ordinare immediatamente il libro. Ilaria Befarini è una donna intelligente, che ha capito il nostro problema: l’EURO. Bisogna uscire il prima possibile! Complimenti anche Fabrizio Fratus, apprezzo sempre i suoi articoli. Penso che sia tra le migliori penne e cervelli, che l’Italia possiede. Stupendi sono i suoi studi contro il Darwinismo.

  2. Tenga presente che i “subsahariani” tra qualche anno, continuando l’invasione, la “comanderanno a bacchetta”
    Con i soldini in mano loro.

  3. Quello che per cui faccio fatica a capire è il perché i vari Bagnai o anche l’ultimo arrivo in casa leghista Rinaldi(un altro genio!) se si trovano male in Italia o peggio in Europa …ma perché non prendono armi e bagagli, mogli(o amanti) e famiglia e se ne vanno in Ungheria(tanto per fare un nome a caso di nazione dove scorre latte e miele). Questo dovrebbero spiegare questi cervelloni che, al di la della loro professione, hanno rivolto il loro sguardo alla politica, giardino di incarichi e stipendi sicuri,

  4. impossibile commentare con così poche indicazioni.Esperienza personale:dall’oggi al domani e cartucce per stampante passarono da 10.000 lire a 10 €=20.000 lire ca.Mentre la mia pensione rimase invariata,cioè praticamente dimezzata-Tuto il resto è Silenzio (Amleto,W-Shakespeare)

  5. Rimanere in Europa ma con la Lira, questo sarebbe l’ottimo.
    Purtroppo abbiamo firmato un contratto capestro e quindi ci sarà impossibile attuare un progetto di alternativa all’euro o all’Europa. Ci conviene starcene buonini in attesa che la pentola si scoperchi da sola. Perchè lo farà eccome se lo farà.

  6. Sarebbe bene dare meno spazio a simili antistoriche panzane, in un momento in cui il nostro Paese è assai fragile economicamente e dal punto di vista della affidabilità. Siamo, volenti o nolenti, nel mondo capitalista ed uscirne causerebbe sofferenze inenarrabile. Il sovranismo nell’era della globalizzazione è solo un regalo alle grandi potenze, e nello scontro tra USA e Cina solo la UE può pesare qualcosa. La Bifarini temperi le sue astratte elucubrazioni con un po’ di buon senso; la sua giovane età non basta a giustificare ragionamenti fuori dalla realtà.

    • “la sua giovane età non basta a giustificare ragionamenti fuori dalla realtà”. Ma lei che è “saggio”ed anziano, suppongo, che ne ha viste di tutti i colori, quale modello consiglia per stare meglio tutti?

  7. Uscire dall’Euro-zone sarebbe una cazzata pazzesca. Tornare alla Lira vorrebbe dire scendere al livello dei Paesi sub-sahariani.

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