Quel Julius Evola “segreto” nella sua Autobiografia Spirituale

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Représentation de Julius Evola probablement inspirée d’une photo de 1940 (ou similaire de la même époque)

Sebbene siano trascorsi diversi lustri dalla sua scomparsa, la figura di Julius Evola (Roma, 19 maggio 1898 – Roma, 11 giugno 1974) suscita ancora opinioni contrastanti tra gli intellettuali, tanto che durante la campagna elettorale di Donald Trump è stato fatto trapelare che in un convegno in Vaticano del 2014 il suo consigliere Steve Bannon avrebbe dichiarato di conoscere le opere dello studioso romano. Il fatto ha scatenato un tale clamore che lo stesso New York Times ha riportato la notizia e intervistato sull’argomento Gianfranco de Turris.

A ben vedere, il problema sostanziale è che molti – soprattutto i suoi detrattori – citano Evola a sproposito, mentre pochissimi, hanno letto le sue opere.

Al riguardo, per coloro che fossero realmente interessati a immergersi nella visione del pensatore romano viene in soccorso Autobiografia Spirituale (Edizione Mediterranee, 2019, 20,00 euro, 152 pagine), un agile volume curato da Andrea Scarabelli, con la presentazione di Gianfranco de Turris. Il libro si distingue in due differenti sezioni: l’intervista realizzata dalla televisione francese a Evola (tra il 1969 e il 1971) e alcuni suoi articoli.

Nello specifico, la prima parte permette di conoscere meglio lo studioso romano che, pungolato dai suoi interlocutori, ci mette a parte dei suoi rapporti con René Guénon, con Filippo Tommaso Marinetti e con Ezra Pound, evidenzia la sua indole libera e antiborghese affermando di non aver mai accettato un impiego d’ufficio, e chiarisce di essere contrario alla monogamia. Non mancano nemmeno battute umoristiche, come quando dice che: «In Francia si è giunti a scrivere che a casa mia, ogni settimana, venivano celebrate messe nere con giovani fanciulle bionde. Vede, date le mie attuali condizioni, verrebbe da rispondere […] Troppo bello per essere vero.»

La seconda parte invece, fortemente voluta da Andrea Scarabelli, riguarda tre saggi di Evola che concernono un momento fondamentale della sua vita, ovvero il periodo di crisi terribile da cui il pensatore romano si salvò per miracolo, come lui stesso afferma, e che segnano il passaggio dal dadaismo alla filosofia e all’esoterismo, fondamentale per il resto della sua vita.

Autobiografia Spirituale è un libro imprescindibile per coloro che intendono conoscere in maniera più confidenziale Julius Evola, uno dei più grandi pensatori del Novecento che si è cimentato nello studio della storia comparata delle religioni, della metafisica del sesso, del tantrismo, dello stoicismo, e che ha tradotto – tra gli altri – autori come Oswald Spengler, Ernst Jünger e René Guénon.