Ora i “democratici” fanno sloggiare pure Noam Chomsky..

2
16688
ilgiornale.it

ULTIMORA:

Emanuele Franz, organizzatore del convegno Identitas: uguali ma diversi (di cui vi parliamo qui sotto), che si terrà domani sabato 15 giugno nel Salone del Parlamento del Castello di Udine, promosso e patrocinato dal Comune di Udine e che ha trovato la preziosa collaborazione dell’associazione Historia di Pordenone, in questi due giorni è stato oggetto di un sciacallaggio mediatico, al punto che la pressione su di lui è riuscita nell’intento di far sloggiare anche Noam Chomsky: il linguista del MIT di Boston attraverso uno scambio di email con Emanuele Franz, aveva lasciato intravedere la possibilità di un suo concreto intervento scrivendo a Franz che avrebbe pensato a cosa poter dire sull’argomento del convegno, che gli sembrava di grande valore.

Ma le polemiche inerenti alla presenza del filosofo russo Alexandr Dugin (definito dalla stampa locale e sulla scorta della Federazione Italiana Associazioni Partigiane “filonazista e antisemita” – fonte: telefriuli.it), Chomsky invia una missiva a Franz informandolo che, a seguito delle pressioni di alcuni scienziati e ricercatori italiani, si vede costretto a non partecipare. Di fronte alle garanzie di Franz sulla neutralità del convegno e sulla precisa volontà di avere opinioni e punti divista differenti per garantire la molteplicità delle idee, il noto intellettuale americano infatti risponde: “I am very sorry that it turned out this way, but at this point I have no choice.”

Non ho avuto scelta“. Queste le sue parole.

E allora al convegno interverrà con una video-intervista il giornalista Giulietto Chiesa, uomo notoriamente di sinistra. Questo a riprova del fatto che, nonostante la rinuncia di Chomsky, la direzione intende in ogni caso garantire il pluralismo del dibattito.

La presenza di Dugin è indipendente dal resto del suo tour italiano“, precisa l’ideatore e direttore artistico del convegno Emanuele Franz. “Inizialmente – prosegue – era stato invitato il doppio dei relatori, con personalità di estrazione moderata e di sinistra, ma poi alcuni, a causa della presenza di Dugin, non se la sono più sentita e non parteciperanno. Il convegno cerca di porre domande, prima che pretendere di fornire risposte. Domande che si pone l’uomo da sempre, al di là della bandiera di apparenza, di fronte alle quali si cercherà di fornire degli spunti e dei punti di vista attraverso una riflessione filosofica e non politica“.

Ascoltare una persona, aggiunge, non significa condividere le sue posizioni. Io non sono iscritto a nessun partito e non faccio riferimento ad alcuna area politica ma soprattutto sono un filosofo e per il filosofo l’unica cosa che conta è riflettere e invitare gli altri alla riflessione“.

Ve l’avevamo annunciato sul numero 5 del mensile CulturaIdentità in edicola: sabato 15 giugno alle 16.30 al castello di Udine si terrà il convegno “Identitas: uguali ma diversi”, patrocinato dal Comune di Udine e diretto da Emanuele Franz (edizioni Audax), in collaborazione con Historia Gruppo Studi Storici e Sociali e Limes Club Pordenone/ Udine/Venezia. Il tema del convegno sarà incentrato sul senso di appartenenza oggi, in un mondo incline a rendere sostituibili gli individui e vedrà fra gli ospiti anche Aleksandr Dugin (ci saranno Diego Fusaro, Massimo Fini, Edoardo Sylos Labini). Oltretutto, dopo uno scambio epistolare intercorso tra Emanuele Franz e Noam Chomsky, il convegno potrà onorarsi di un video intervento da parte del notissimo linguista del MIT di Boston. Insomma, Da Dugin a Chomsky, da est a ovest senza recinti etico/politici/culturali, per uno scambio di idee franco e aperto.

E invece. Secondo i consiglieri (PD) il convegno definito “sovranista” sarebbe la legittimazione di tesi, quelle di Alexandre Dugin, illiberali volte alla disintegrazione della società democratica, mentre il Comune di Udine sarebbe “reo” di aver negato nei mesi passati il suo appoggio ad eventi organizzati dall’Anpi: “Fontanini [Pietro Fontanini, sindaco di Udine, n.d.r.] spende soldi pubblici per sostenere un convegno sovranista […]. Si tratta di un incontro organizzato per promuovere le tesi di Dugin, l’ideologo di Putin noto per la sua filosofia della disintegrazione, non solo dell’Unione Europea, ma la stessa società democratica in cui viviamo. Dugin è dichiaratamente un “antiliberale” (Cinzia Del Torre, consigliere comunale PD e Alessandro Venanzi, capogruppo, fonte Il messaggero Veneto, venerdì 7 giugno 2019, n.d.r.).

Il comune di Udine avrà avuto le sue ragioni per non concedere in passato la sala per il convegno dell’ANPI e su questo non mettiamo bocca. Ma invitare scrittori e pensatori critici sullo stato dell’Unione Europea è o dovrebbe essere considerato un atteggiamento di apertura e non di chiusura, di costruzione e non di distruzione. In Italia c’è la libertà di pensiero e fin tanto che tale libertà non va a detrimento di altre libertà, deve o dovrebbe esser consentito a tutti di esprimere le proprie idee, quand’anche fossero scomode e impopolari.

Ho invitato otto relatori, afferma Emanuele Franz da noi interpellato. Pensa che all’inizio ne volevo almeno il doppio, perché il mio obiettivo era ed è l’espressione di pensieri agli antipodi: io per primo voglio il confronto fra punti di vista differenti. Ed è quello che ho fatto: l’incontro di Alexandr Dugin e Chomsky è l’incontro di due mondi lontani e ancora contrapposti, USA e Russia“. E ora che succede? “Nulla: nonostante le polemiche, il convegno si farà. Udine tiene duro. Antidemocratici sono i nostri accusatori: non si può processare il pensiero! Cosa vogliamo fare?, processare anche Nietzsche e Marx?

2 Commenti

  1. È preoccupante che nel 2019 persone che si definiscono studiosi boicottino dibattiti per la semplice presenza di altri studiosi con idee diverse. Viene da chiedersi: cosa “studiano” a fare? Tante analisi teoriche e poi queste analisi non le confronti, argomentando, con quelle altrui? A prescindere dal fatto che Dugin (le cui idee io non condivido) taluni non lo hanno neanche letto, taluni che non lo vogliono neanche vedere e che lo etichettano in modo erroneo. Comunque queste aberrazioni hanno un pregio: quello di far capire quanto ci sia ancora da impegnarsi per la libertà.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

due × tre =