Francesco Alberoni: “Tutti volevano d’Annunzio come leader, ma poi…”

6
15827
Francesco Alberoni:
fonte ilgiornale.it

Nel numero in edicola dal 7 giugno per quasi tutto il mese del nostro (e vostro) mensile CulturaIdentità, allegato al quotidiano il Giornale al prezzo di 1 euro, troverete, fra le altre succose interviste e interventi, l’intervista al sociologo Francesco Alberoni, candidato per Fratelli d’Italia alle recentissime elezioni europee, che in una conversazione con Edoardo Sylos Labini ha detto la sua sull’attuale scenario politico (e non solo) italiano e internazionale. In particolare il professore si è soffermato sull’opzione governabilità: “se Salvini non stacca la spina al governo coi 5 Stelle, tra pochi anni ci sarà un altro partito di centrodestra con un altro leader“. Quello della governabilità (e della leadership) è un problema annoso per l’Italia e spesso la figura del leader viene ad essere quella che nessuno si aspettava (“Prova a pensare a Mussolini, un maestro socialista al quale nessuno dava peso […]in quel periodo pensavano tutti a Gabriele d’Annunzio come leader ideale“). E a proposito del “tutti”, andate a leggere cosa dice Alberoni su quel movimento politico che solo fino a un anno fa sembrava dovesse impadronirsi dell’Italia, il Movimento 5 Stelle, riguardo al quale il noto sociologo fa l’esempio storico dei massimalisti francesi della ghigliottina all’epoca della Rivoluzione….Politica e cultura in questa intervista, perché la cultura deve (anche) indirizzare la cosa pubblica e occuparsi anche di economia, altrimenti senza cultura non si governa. E quindi: correte in edicola e chiedete CulturaIdentità!

Articolo precedenteCocktail Generation e Dolce Vita: Robert Passera, il professionismo italiano che resiste in consolle
Articolo successivoQuell’ignoranza eroica ai tempi del grande fantasy all’italiana
Emanuele Beluffi
Milanese, dal 2008 cura mostre d'arte e scrive per i relativi cataloghi; nel 2009 inventa una rivista di critica d'arte (“Kritika”, con l’artista Mihailo Karanovic e il critico Stefano Mazzoni). Dal 2018 è responsabile di redazione a Il giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale. Ha scritto di arte su magazine specializzati. Autore, con Flaminio Gualdoni, della monografia sull’artista Andrea Mariconti per conto della galleria milanese Federico Rui Arte Contemporanea (Skira editore, 2012). Nel 2016-17 collabora alla campagna elettorale di Stefano Parisi come coordinatore del Gruppo Cultura di Energie PER l'Italia, organizzando la parte culturale del programma politico. È stato promotore editoriale (editrice Mursia), archivista in Fondazione Biblioteca di via Senato e Biblioteca d'Arte del Castello Sforzesco, agente editoriale (Librimport, libri illustrati d’importazione) entrando in contatto con svariate agenzie di comunicazione come Armando Testa, Lowe Pirella, Ogilvy, Leo Burnett et cetera e redattore in un'agenzia di pubblicità specializzata.

6 Commenti

  1. Che i 5stelle fossero destinati al ridimensionamento non era difficile prevederlo, se si considerano le ragioni della loro insperata (per loro) affermazione. Tutto nasce dal fallimento delle politiche adottate da Forza Italia (prima) e dal PD (dopo), entrambi ciechi e sordi ai problemi reali della gente. Forza Italia che appoggia il governo Monti, Letta, Renzi, …. il PD che insegue i temi radical-chic, poi ti fa il decreto salvabanche-ammazzarisparmiatori e ti riempie il territorio con 600.000 immigrati. E’ ovvio che l’elettorato ha fatto due più due…

  2. Prof. Francesco Alberoni, del partito della Meloni?? prof delle stupiditá locale vero?

  3. Si, un “nuovo” leader. Immagino un ultrasettantenne, ex imprenditore, una persona “nuova” con alle spalle un “grande” partito popolare e democratico.

  4. Ma lo volete capire che il “centro” in Italia cosi come in Europa non ha più nessuna ragione di esistere ?

    Il centro va bene quando ci sono soldi e benessere per tutti.

    Oggi che le elites finanziarie e globaliste hanno imposto il liberismo inanziario ed hanno distrutto la classe media con la scusa della “crisi” , l’unica alternativa è il recupero della funzione dello stato come erogatore di benessere diffuso.
    L’alternativa è quella attuale , uno Stato esattore per conto terzi che travasa la ricchezza del paese all’estero nelle mani di pochi.

    Ormai è una battaglia per la soppravivenza, e poi le classi non subalterne come direbbe GadLerner possono scegliere :
    O questo governo oppure i gilet gialli sotto casa ad aspettare che escano fuori.

  5. Salvini non può “mollare” i 5 stelle perché non è sicuro che automaticamente come in un Paese normale si andrebbe ad elezioni anticipate. Purtroppo l’Italia è l’unico Paese europeo in cui a crisi di Governo non corrispondono elezioni anticipate: si vota in tutta Europa ma non in Italia, non finché il Capo dello Stato rappresenta un partito e non gli italiani!

Comments are closed.