“Il mio primo film, Gigi Proietti e quelle battute a caso di Ettore Scola..”

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Ph. SARA GALIMBERTI

Il grande salto è il film che segna il suo debutto alla regia. Affiancato dall’inseparabile amico Ricky Memphis, veste i panni di uno sfortunato rapinatore alle prese con mille difficoltà economiche. Un’avventura professionale di cui sentiva la necessità da diverso tempo, Giorgio Tirabassi, che con la sua consueta schiettezza si racconta a OFF.

Come nasce questo film, di cui sei interprete e regista?

Da tempo sentivo il bisogno di divertirmi a dirigere un film: una commedia, scritta da me insieme ad altri due sceneggiatori. Mi piaceva l’idea di trasferire sul grande schermo alcuni dei personaggi che avevo già portato a teatro.

Il grande salto uscirà nelle sale il 13 giugno: con quali emozioni attendi questa data?

Sono felice. Quando si crede in un progetto si è impazienti di mostrarlo agli altri e condividerlo con il pubblico. Grazie a Medusa e a Sunshine Production sarà possibile.

Che ricordi conservi dei tuoi esordi professionali?

Ho cominciato con una scuola di recitazione, dove ho appreso le prime nozioni legate a questo mestiere. Poi ho lavorato nei più svariati spettacoli: dall’animazione per ragazzi alle rivisitazioni di Shakespeare, passando per il teatro d’avanguardia. Poi la fortuna ha voluto di entrare nella compagnia di Gigi Proietti, dove sono rimasto per nove anni: è stato davvero un percorso di formazione altissima e completa, quella vissuta accanto a lui. É lì che ho capito che quella grande passione poteva trasformarsi in un mestiere. Certo, il nostro è un lavoro che dà poche sicurezze: ti abitui a convivere con una perenne sensazione di incertezza…

Tra le tante gratificazioni raccolte nel corso della tua lunga carriera, c’è una pacca sulla spalla che ricordi in particolare?

Da Giancarlo Giannini a Marcello Mastroianni, da Gigi Proietti a Nino Manfredi o Ettore Scola, ne ho ricevute tante di pacche sulla spalla, ma anche commenti o un semplice sorriso da parte loro. Gesti importanti che mi hanno profondamente inorgoglito.

Nel tuo curriculum artistico e umano fa bella mostra di sé un episodio Off?

Durante le riprese del film La cena, Ettore Scola si è divertito a farmi dire quelle battute che gli venivano in mente lì sul momento: un complesso esercizio di improvvisazione che non dimenticherò e che ha divertito tutti,  stravolgendo il copione durante le riprese. Per esempio, Scola mi ha chiesto di far cadere un carciofo da una tavola, di raccoglierlo e di chiedere scusa ai due commensali. In quel ristorante mi stava guardando il cinema mondiale: c’erano Fanny Ardant, Vittorio Gassman e Giancarlo Giannini. Ecco perché ero particolarmente teso!  

Lontano dal set e dal palcoscenico cosa ti piace fare?

Amo la musica. Nel poco tempo libero che ho studio, suono la chitarra e leggo nuove sceneggiature.

Sul set hai ritrovato e diretto Ricky Memphis, con cui avevi già lavorato in tante stagioni della serie televisiva Distretto di polizia

Ricky non è solo un collega, ma anche un grande amico. Ogni volta che ci ritroviamo, dentro o fuori dal set, è sempre un motivo per far festa. Tra noi c’è grande stima e affetto reciproco.