Il Liberty italiano, una storia tutta da…guardare

0
691
fonte Flickr

Andrea Speziali, critico d’arte esperto di Art Nouveau, ha recentemente presentato a Milano in via Aosta 17 la mostra fotografica “Il Liberty. Una finestra sull’architettura“, di Luigi Matteoni, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare le grandi opere liberty di Milano.

Lo spazio espositivo della mostra si trova in una silenziosissima via milanese, non lontano dai nuovi giardini dedicati al grande Carmelo Bene e farvi visita è un’esperienza imprescindibile per gli amanti dell’Art Nouveau e non solo, perché permette anche al semplice amatore di scoprire o ri-scoprire la grande bellezza dell’architettura di fine ‘800 e inizio ‘900 in Italia attraverso il “viaggio” fotografico intrapreso da Luigi Matteoni.

In mostra, oltre agli scatti di Matteoni, è possibile ammirare i progetti di villini acquerellati e progettati dall’architetto Augusto Cavazzoni, carte già di proprietà dell’artista.

Il Liberty. Una finestra sull’architettura” apre la strada all’imminente personale, in occasione dell’Art Nouveau Week, dell’artista Elio Pastore, che porterà una serie di opere (dipinti a olio, disegni a matita e a carboncino) di ritratti femminili ispirati allo Stile Liberty e di cui vi anticipiamo una breve intervista a cura di Andrea Speziali.

Elio Pastore, il presente visto con gli occhi della Belle Epoque (intervista di Andrea Speziali)

Elio, può spiegarci il passaggio dall’arte digitale al riecheggiare dell’Art Nouveau?

Non si è trattato di un vero e proprio passaggio, in quanto queste diverse anime continuano a coesistere nella mia produzione. Parallelamente alla produzione classica mi cimento tuttora nell’arte digitale. Piuttosto si è trattata di una lenta evoluzione: prima ho iniziato ad intervenire con dettagli dipinti a mano sulle mie opere digitali, e poi a realizzare i primi dipinti nel senso classico del termine, sempre ritratti femminili che celebravano la bellezza. Per alcuni anni questi ritratti sono stati in stile più moderno, ma poi la mia passione originaria, che risale agli anni del liceo, per l’Art Nouveau ed i Preraffaelliti mi ha portato a questo ideale di bellezza che a mio avviso non ha eguali.

Cosa prova il pubblico per le opere in questo tema?

Sinceramente, ovunque queste opere sono state esposte hanno incontrato il favore del pubblico, anche di quello non specializzato e digiuno d’arte. E’ come se possedessero un “quid” che rende possibile il loro godimento in maniera trasversale.

Quali sono i segni particolari che caratterizzano le opere Liberty di primo ‘900 alle sue?

Quasi sempre i ritratti di quell’epoca raffigurano giovani donne in atteggiamento pensoso, riflessivo, ricco di grazia ma spesso velato di una lieve malinconia. Sono sguardi di un secolo fa, ma le espressioni di quei volti ci parlano ancora. Quei visi, ormai scomparsi, sanno suscitare profonde emozioni divenendo volti senza tempo, qualcosa di sospeso e universale. Questo è forse il loro segreto ed è ciò che rende attuali queste opere.

Articolo precedenteGuido Keller, aviatore e sognatore dannunziano
Articolo successivoTinto Brass, una grappa, un sigaro e i trastulli della provincia italiana
Emanuele Beluffi
Milanese, dal 2008 cura mostre d'arte e scrive per i relativi cataloghi; nel 2009 inventa una rivista di critica d'arte (“Kritika”, con l’artista Mihailo Karanovic e il critico Stefano Mazzoni). Dal 2018 è responsabile di redazione a Il giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale. Ha scritto di arte su magazine specializzati. Autore, con Flaminio Gualdoni, della monografia sull’artista Andrea Mariconti per conto della galleria milanese Federico Rui Arte Contemporanea (Skira editore, 2012). Nel 2016-17 collabora alla campagna elettorale di Stefano Parisi come coordinatore del Gruppo Cultura di Energie PER l'Italia, organizzando la parte culturale del programma politico. È stato promotore editoriale (editrice Mursia), archivista in Fondazione Biblioteca di via Senato e Biblioteca d'Arte del Castello Sforzesco, agente editoriale (Librimport, libri illustrati d’importazione) entrando in contatto con svariate agenzie di comunicazione come Armando Testa, Lowe Pirella, Ogilvy, Leo Burnett et cetera e redattore in un'agenzia di pubblicità specializzata.