Gabriella Carlucci: “Il mio pigmalione fu Enzo Tortora”

0
3452
Gabriella Carlucci:

E’ stato un ritorno in tv a sorpresa quello di Gabriella Carlucci (sorella di Milly e di Anna), ospite per un’intervista esclusiva a “Storie Italiane”, il programma su Raiuno di Eleonora Daniele. In molti si domandavano cosa facesse nella vita “Super Gabry” (questo è l’appellativo che le venne affibbiato per le sue imprese spericolate, ai tempi in cui conduceva Buona Domenica ed altri programmi), dopo avere abbandonato le scene politiche e visto che da anni non appariva in tv (almeno in Italia).

Cosa pensa dei tanti casi di femminicidio italiani che non tendono purtroppo a placarsi?

Si rimane davvero perplessi di fronte a questi casi. Persone così non possono non avere dato dei segnali di squilibrio precedenti: bisogna carpire questi segnali prima, ci vuole un intervento preciso di chi ha autorità di poter intervenire. Le donne devono essere prese in considerazione, aiutate, non possiamo lasciarle sole.

Come è cominciata la sua carriera televisiva?

Il mio pigmalione fu Enzo Tortora, ebbe subito fiducia in me e fin dai miei esordi. Ero un’inviata di Portobello: mi scelse tra moltissimi candidati,
uno dei motivi fu la mia conoscenza delle lingue. Credette subito nelle mie capacità artistiche e comunicative. Ancora oggi se penso a lui mi commuovo.  Andai a trovarlo anche in prigione; chi lo conosceva bene sapeva che non avrebbe mai potuto essere legato alla Camorra.

Di cosa si occupa attualmente?

Giro per l’Europa e per il mondo per fare conoscere e valorizzare le eccellenze italiane e per sostenere le attività dei giovani.

Cioè?

Da anni sono impegnata nella realizzazione e nell’organizzazione del Mallorca International Film & Media Festival. A me interessa molto il nostro cinema: per far sì che la concorrenza americana non ci schiacci, bisogna che diventiamo più internazionali. Da una parte vendo le opere prime e seconde, poi organizzo una serie di attività collaterali per mettere insieme le co-produzioni e portare gli investitori. Partendo dalle film-commission promuovo le location italiane idonee a ospitare set cinematografici, il che mi dà anche la possibilità di parlare dei territori italiani dal punto di visto turistico.Poi ho messo insieme un network di 15 università europee: uno dei miei obiettivi è quello di creare una sorta di Erasmus del cinema. Proprio a Mallorca, tra qualche giorno, lanceremo il bando 2019 finanziato dall’Italia e dalla Spagna per i giovani talenti under 25. Un’altra città dove spesso mi reco è Belgrado, dove porto ed espongo l’Italia da un punto di vista non solo turistico, ma anche eno-gastronomico e culturale: è una grandissima vetrina. Per quanto concerne la televisione, lavoro per quella americana, inglese e cinese e per quest’ultima sto preparando un programma che si girerà in Italia al fine di valorizzarne le eccellenze da ogni punto di vista.

Perché Mallorca è un’isola così importante?

A Mallorca c’è un aeroporto dove arrivano e partono voli, ogni giorno dell’anno, da e per tutto il mondo: vengono in vacanza o a fare weekend persone di qualsiasi estrazione sociale, hanno sede molti tour operator, grandi catene alberghiere e numerose compagnie aeree. Quando organizzo delle presentazioni riesco ad invitare un parterre davvero diversificato di imprenditori e investitori da tutto il mondo.

Le sono capitati episodi Off durante la sua carriera lavorativa o nella vita privata?

Più di uno! Ricordo che alla conferenza stampa della prima edizione del festival del Cinema di Mallorca avevamo come ospite d’onore Oliver Stone; nonostante l’avessimo organizzata in una location enorme c’era davvero moltissima gente stipata in ogni angolo. Per evitare che la telecamera di un giornalista della CNN che era alle prese con microfono e quaderno per appunti cadesse in testa ad alcune persone mi trovai a sorreggerla in una posizione scomodissima tra grovigli di cavi e di fili di fronte ad un attonito Oliver Stone.

E’ molto legata alla sua famiglia e alle sue sorelle?

Moltissimo, sono sposata da diversi anni (con l’avvocato Marco Catelli n.d.r.) e ho un figlio di 22 anni (Matteo), già laureato. Ho avuto dei genitori meravigliosi che hanno dedicato la loro vita ai figli e ai nipoti (la mamma è morta un paio di anni fa mentre il padre, ex generale dell’esercito, è mancato lo scorso anno n.d.r.). Sono molto credente e sono sicura che li rivedrò.