La guerra disegnata: “Libia Kaputt” di Fausto Biloslavo

0
697
“Libia Kaputt”, la guerra di Fausto Biloslavo narrata a fumetti

Negli ultimi anni si è assistito, nel nostro paese, a una crescita esponenziale delle vendite di graphic novel, i romanzi a fumetti. In molti casi, gli autori vogliono raccontare la realtà, trattando anche temi scottanti come la guerra.

Tra coloro che hanno deciso di cimentarsi in questo genere artistico vi è il giornalista Fausto Biloslavo, celebre inviato di guerra de Il Giornale che alle sue esperienze in Libia degli ultimi anni ha dedicato Libia Kaputt. Dalla caduta di Gheddafi alla bomba migranti (testi di Fausto Biloslavo, disegni di Armando Miron Polacco, 96 pagine a colori, euro 20).

Nel fumetto Biloslavo ripercorre le sue esperienze come inviato di guerra in Libia, dalle primavere arabe al caos che è seguito alla morte di Muammar Gheddafi, dalla guerra contro l’Isis alla questione dei migranti. Il tutto narrato attraverso gli occhi di un uomo che è stato testimone diretto di tutti questi fatti e che mentre esce questo articolo è ancora corrispondente da Tripoli.

Il volume è l’ultimo di una trilogia dedicata al graphic journalism, il giornalismo narrato a fumetti, della giovane casa editrice milanese Signs Publishing, che ha già pubblicato un volume sulla guerra in Iraq di Toni Capuozzo (anch’esso disegnato da Miron Polacco) e uno sulle persecuzioni dei cristiani in Siria di Gian Micalessin. E come nei precedenti volumi della trilogia, anche in questo alle tavole da disegno si alternano foto inedite scattate sul posto.

La peculiarità di quest’opera, così come di quelle di Capuozzo e Micalessin, sta nella biografia dell’autore: in genere chi produce reportage a fumetti nasce come fumettista e solo in un secondo momento mescola il suo lavoro al giornalismo. Biloslavo invece ha compiuto il percorso opposto, in quanto nel suo esordio come fumettista ha alle spalle oltre 35 anni di esperienza come inviato di guerra, durante i quali ha più volte visto la morte in faccia.

A ciò va aggiunto che Biloslavo è stato l’ultimo giornalista italiano a intervistare Gheddafi e proprio a quella intervista è dedicata una parte importante della graphic novel.

Un altro elemento molto toccante sta nel fatto che Biloslavo dedica una pagina al legame con la moglie e la figlia, che vogliono vederlo tornare sano e salvo.

Libia Kaputt si distingue da altre opere di graphic journalism per un’altra questione: tra tutte quelle uscite finora sul tema dei migranti è l’unica che guarda con occhio critico le attività delle ONG nel Mediterraneo. Un motivo in più per sperare che in futuro vengano pubblicate altre graphic novel di questo genere.