Inferno SPA: quando la pietà diventa la nemica della verità

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Francesca Totolo nel suo Inferno SPA. Viaggio tra i protagonisti del business dell’accoglienza Va, avventurosamente e faticosamente, a verificare cosa c’è nella pancia delle navi delle ONG

C’è un punto di equilibrio tra gli appelli umanissimi di Papa Francesco all’accoglienza e il razzismo da bar: è studiare il fenomeno migratorio.

Questo fa Francesca Totolo nel suo Inferno SPA. Viaggio tra i protagonisti del business dell’accoglienza (AltaForte Edizioni, 2019, pp. 264, € 20).

Va, avventurosamente e faticosamente, a vedere tutto da vicino. A verificare cosa c’è nella pancia delle navi delle ONG. S’impegna ad analizzare i bilanci, le liste dei finanziatori. Riporta le fonti. Tiene il conto dell’andirivieni degli irregolari, che giurano spesso, appena espulsi, «tornerò». Si accorge della complicità tra i gommoni per il trasbordo dei migranti e i barchini degli scafisti. Registra l’ignavia di una capitaneria di porto svuotata di senso e della guardia costiera: non arrestano i criminali che gestiscono il traffico di uomini, fanno finta addirittura di non vederli. Prima della chiusura dei porti, c’erano weekend estivi in cui arrivavano in Italia anche 12.000 migranti. Magari bastonati durante la loro traversata terribile sotto gli occhi dei team dell’ONG.

Francesca Totolo nel suo Inferno SPA. Viaggio tra i protagonisti del business dell’accoglienza Va, avventurosamente e faticosamente, a verificare cosa c’è nella pancia delle navi delle ONG

Dopo aver monitorato le rotte delle navi umanitarie, la Totolo ne ricava l’impressione che abbiano un volto di Caronte. Troppo business, sotto quelle acque agitate. È evidente che, una volta in Italia, i migranti gonfieranno i portafogli delle cooperative dell’accoglienza. È evidente che a molti furbastri facciano gola. L’autrice parla, con ironia amara, di “filiera dell’immigrazione”.

Nei gironi di questo inferno, che la Totolo racconta con un incalzare di prove anche fotografiche, s’incontrano poi i traditori della Patria in giacca e cravatta: i politici che siglano accordi per la gestione dei migranti contro l’interesse dei propri connazionali. Tutti contagiati dalla stessa smania di guadagnarci qualcosa, come l’ultimo scafista. Ed è il potere pervertitore del denaro la lezione di politica più dura di un libro che con la politica non vuole connivenze e che è antiideologico dalla prima alla ultima pagina, nella sua professione di oggettività. Dietro l’appello alla pietà della Giornata dell’Accoglienza, la Totolo scopre invece un sistema di speculazioni con ramificazioni istituzionali, giuridiche, ma pure culturali e mediatiche. Ed ecco che al suo editore si vorrebbe negare, con pretesti ideologici, la presenza al Salone del Libro di Torino. Ma che cosa succederà quando la pietà sarà diventata nemica della verità?  

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